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Alias

Fassbinder forever

Moscow Mule. Al Martin Gropius Bau di Berlino, fino al 23 agosto, una mostra ricorda il genio bavarese che a 37 anni ha lasciato 44 film e un´impronta profondissima sul nuovo cinema tedesco a cavallo tra gli anni Settanta e Ottanta

«No, io non descrivo la storia in senso fatalistico, piuttosto la descrivo come qualcosa che può venir modificato e influenzato dal singolo: il mio film mostra chiaramente che l'individuo è capace di manovrare la sua realtà, e che, in fin dei conti, è responsabile della storia come della realtà politica, in cui vive laddove invece finge spesso di essere solo testimone e vittima dei vari colpi mancini del destino». Cosí Rainer Werner Fassbinder rispondeva alla giornalista Myriam Muhm in merito al suo Berlin Alexanderplatz (1980) un anno prima della nascita di chi scrive. Come, quindi, e quanto oggi la sua...

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