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Visioni

Farouky: «L’oro nero in Myanmar è salvezza e condanna»

Intervista. Il regista racconta il suo ultimo documentario «A thousand fires», presentato all’Idfa di Amsterdam

Una scena di «A thousand fires»

Una scena di «A thousand fires»

Le lingue di fuoco illuminano la notte, nelle vaste radure del Myanmar. Le fiamme segnalano la presenza di piccoli pozzi petroliferi, semplici buche nel terreno dalle quali gli abitanti del luogo riescono ad estrarre l’oro nero. La materia salvifica e demoniaca è al centro di A thousand fires (Mille fuochi), nuovo documentario del regista Saeed Taji Farouky. Nato a Londra ma cresciuto tra l’Arabia Saudita e il Bahrein, figlio di un profugo palestinese, Farouky osserva il mondo attraverso la camera alla ricerca di punti di frizione e conflitto. Nella capitale inglese insegna alla Slg Film School, una scuola gratuita di...

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