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Editoriale

Falcone, la legalità oltre il politichese

Nel corso di tutti questi anni le commemorazioni della strage di Capaci sono state sempre misurate e rigorosamente istituzionali, anche per rispetto di Giovanni Falcone che di quelle istituzioni è stato un fedele servitore, mai disposto a scendere in polemica contro nessuno e meno che mai disposto a inventarsi un “nemico politico”. Aver avuta una costante presenza delle autorità dello Stato, specie nella lunga fase del berlusconismo che si sta perpetuando con il governo Letta, ha comportato l’adagiamento forzoso su generiche strategie di lotta alla mafia e una rimozione di temi specifici impronunciabili. Come far capire, con tanti noti personaggi presenti, che gli scudi fiscali, i vari condoni o la depenalizzazione del falso in bilancio configurerebbero, se potessero essere stati fatti da privati, il reato di concorso esterno in associazione mafiosa?

Anche quest’anno la commemorazione ha seguito il modello sperimentato con una enorme affluenza di alunni di tante scuole italiane che, con i loro canti, i loro balli e le loro domande specifiche sulla legalità e il futuro ai ministri presenti, hanno rifuggito da qualsiasi tentazione di retorica: è stata una vera festa della legalità ed è un peccato che i ministri – istruzione, giustizia, agricoltura – ancora una volta, abbiano glissato rispolverando una fraseologia politichese priva di risposte concrete e convincenti.

Qui, dentro l’aula bunker, il fair play, come detto, poteva essere giustificato, ma un accenno a un qualche tema di legalità concreta poteva essere fatto. Mi stavo mordendo le mani pensando che, non qui dentro, ma almeno nel Paese, un modo per commemorare Falcone poteva essere quello di invocare dal governo di coalizione incombente un sussulto di dignità, specie sul tema della corruzione/concussione che, con la riforma al ribasso del ministro Severino, aveva accontentato destra e sinistra.

Alla fine della commemorazione è intervenuto il Presidente del Senato Piero Grasso (mi avrà letto nel pensiero?) con il tanto atteso affondo: ma se si vuole la legalità come può, ha detto in sostanza, considerarsi divisiva una riforma della legge sulla corruzione? Divisivo può essere solo lo scontro tra i cittadini onesti e i corrotti! Applauso lungo, convinto e liberatorio degli alunni e di tutta la platea. Ne avrà preso atto la Guardasigilli? E ne prenderà atto il premier Letta che sarà oggi pomeriggio presente alla commemorazione sotto l’Albero Falcone? Estenderà le “compatibilità”, per lo più berlusconiane, che sono il collante di questa strana maggioranza, alla tanto elogiata legalità?

È una risposta dovuta alle tante migliaia di ragazzi che si stanno formando sull’esempio di Falcone e Borsellino.


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