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Internazionale

Fake news e diffamazione, così il Marocco si libera dei giornalisti indipendenti

Marocco. Il caso di Omar Radi e Soulaiman Raissouni, in prigione rispettivamente da otto e dieci mesi sulla base di post anonimi sui social e stampa diffamatoria. Sono in sciopero della fame: gli attivisti ne chiedono il rilascio urgente

Protesta al tribunale di Casablanca durante il processo a Omar Radi

Protesta al tribunale di Casablanca durante il processo a Omar Radi

«Tempi duri per la libertà di espressione e di stampa in Marocco, il re e il suo entourage hanno un serio problema con la libertà di informazione», ha di recente affermato lo storico franco-marocchino Maâti Monjib, rilasciato su cauzione a fine marzo, dopo tre mesi di detenzione preventiva per «riciclaggio di denaro» e 19 giorni di sciopero della fame. Dallo scorso 14 aprile sono oltre 120 i giornalisti che hanno firmato una petizione in cui esprimono la loro «grande preoccupazione» per la sorte di Omar Radi e Soulaiman Raissouni, denunciando la «reiterata violazione della presunzione di innocenza» e «limpunità di...

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