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Evtusenko, anche i palloni hanno le lacrime

Sport. Agosto ’89, lo sport sovietico celebra il grande calciatore e lo scrittore lo omaggia con i versi «Il portiere abbandona la porta». Così il poeta e romanziere russo - da poco scomparso - narrò le gesta del mito Levjasin

Lev Jasin

Lev Jasin

Eugenij Evtusenko, poeta e romanziere russo, se ne è andato qualche giorno fa stroncato da un infarto. La ginnastica e la corsa, le aveva praticate nelle scuole dell’Unione Sovietica di Stalin. Erano anni in cui il Partito si era preposto di forgiare l’uomo socialista che, secondo le indicazioni diramate dall’Istituto di cultura fisica di Mosca, doveva essere superiore anche nello sport ai figli mollicci dell’occidente borghese. Amava il calcio Evgenij Evtusenko, fin dalla Rivoluzione d’Ottobre passione di operai e intellettuali dell’Unione Sovietica, ma assai inviso ai dirigenti del Pcus. Sfruttando la sua altezza di un metro e novanta, nel 1949...

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