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C'è un giornale
che r-esiste.

Questo giornale lo avete davanti agli occhi.

Nel 2021 compirà cinquant’anni e ancora una volta in queste ore deve combattere per la sua vita.

Sembra incredibile che mentre attorno a noi cresce una foresta di aiuti pubblici a tutti i settori dell’economia, aiuti sacrosanti, casomai insufficienti, nei confronti del manifesto si voglia fare esattamente il contrario. Tagliando i contributi pubblici così come aveva voluto Vito Crimi due anni fa. Un’altra era geologica, un altro governo, persino un altro Movimento 5 Stelle.

Con una differenza rispetto allo schema di due anni fa, e cioè che oggi gli aiuti all’editoria sono previsti e confermati, ma la parte maggiore finisce ai giornali quotati in borsa e non ai giornali non profit e in cooperativa come il manifesto.

Avete capito bene. L’editoria non profit e in cooperativa è l’unico settore che non solo non merita alcun sostegno extra ma addirittura va privato di quelli già esistenti. Perché?

A che valgono le parole in difesa del pluralismo dell’informazione, se vengono contraddette dai fatti?

Nel nuovo mondo in cui siamo precipitati, il governo avrebbe dovuto trovare la forza di rovesciare le ossessioni dei 5 Stelle, e ragionare sul nuovo ruolo dell’informazione indipendente nella ricostruzione di un mondo diverso dopo lo choc della pandemia.

Cari lettori e lettriciil manifesto ne ha viste e superate tantissime e di tutto porta memoria, sarà qui a testa alta a festeggiare il suo importante compleanno il 28 aprile del 2021.

Siete tutti invitati.

Tutto questo avviene anche grazie a te.

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