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Internazionale

Eravamo giovani e non volevamo più mendicare. Ci hanno dato indietro uno Yemen distrutto dalla guerra

2011-2021. Le primavere arabe. Il racconto di un attivista, allora studente universitario, dieci anni dopo le proteste contro Saleh: l'unità del movimento, l'entusiasmo, e poi la repressione, la morte, la paura. E un paese collassato

Giovani yemeniti a Sana'a nel 2011

Giovani yemeniti a Sana'a nel 2011

Ricordare la rivoluzione del 2011 significa tornare a uno dei momenti più esaltanti della mia giovinezza, alcuni mesi in cui abbiamo creduto che l’impossibile fosse diventato possibile e abbiamo assaggiato il senso della libertà. Per me, che allora ero un giovane universitario, la rivoluzione è stata uno spartiacque tra l’età giovanile e l’età adulta: un’esperienza dalla quale non si torna indietro. Nel 2011 stavo ancora studiando. La rivoluzione è iniziata proprio accanto l’università: ero molto vicino all’azione perché le prime occupazioni di piazza, i primi sit-in, avvenivano lì. Ogni giorno, quando andavo a lezione, passavo accanto i manifestanti. E mi...

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