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Editoriale

Era la nipote di Mubarak

Non sarà lo statista che in Europa e nel mondo ci invidiavano, ed è pur sempre un imprenditore pregiudicato per reati di frode fiscale, oltre che un ex presidente del consiglio a processo per la compra-vendita di parlamentari. Ma con l’assoluzione pronunciata dai giudici della corte d’appello di Milano, oggi Silvio Berlusconi conquista l’invidiabile status di anziano miliardario a tal punto credulone da scambiare Ruby per la nipote di Mubarak.

Quelle sei telefonate in una notte, alla questura di Milano, mentre era a Parigi per un importante vertice internazionale, erano semplicemente un gesto umanitario verso una ragazza reclutata in una casa-famiglia dai suoi amici, malauguratamente finita in questura per furto. E come avrebbe potuto un presidente del consiglio, privo di collaboratori e informatori, immaginare che l’oggetto delle sue paterne cure fosse una minorenne in cerca di protezione e denaro in cambio di sesso?

Del resto c’è una legge che per questo tipo di reati, tra adulti e minori, prevede “l’ignoranza inevitabile”, cioè la possibilità, nel caso nostro, che l’anziano benefattore ignorasse l’anagrafe dell’ospite delle sue cene eleganti. I magistrati che lo avevano condannato a sette anni e all’interdizione perenne dai pubblici uffici, non potevano pretendere che l’uomo più potente del paese fosse informato dell’età di ogni singola passeggera di quella carovana di donne pagate per esclusivamente per l’amabile conversazione come, al di là di ogni sospetto, spiegava l’affidabile Minetti, maestra di burlesque («c’è la disperata, c’è quella che viene dalle favelas, c’è la zoccola…»). Né c’è chi possa legittimamente sospettare che lo spacchettamento del gravissimo reato di concussione, con l’introduzione della fattispecie di “indebita induzione”, sia stato congegnato per offrire ai magistrati la formula legale per ripulire l’immagine dell’imputato eccellente. Evidentemente la sentenza di primo grado aveva completamente travisato la realtà dei fatti.

Del resto questo non è il paese divorato dal conflitto di interessi fino al punto di cancellare i confini e i conflitti tra destra e sinistra a favore di quell’amalgama, riuscitissimo, delle larghe intese, oggi brillantemente ribattezzate come il patto costituente del Nazareno. Così come in nessun modo il nuovo potere renziano, artefice del patto, può aver influito sul giudizio di assoluzione che ha graziato Berlusconi. La realtà supera sempre la fantasia, e dice che non c’era bisogno di questa assoluzione per ridare a Berlusconi il ruolo di partner privilegiato nella revisione delle regole democratiche. Come si diceva una volta, il problema è politico.

  • mario

    mah!

    prima domanda: in generale, noi pensiamo che in una società liberale debba essere considerato reato penalmente punibile quando un uomo ricco, ultra 70, organizza un festino a luci rosse con amici e alcune ragazze 17-enni, sessualmente e psicologicamente del tutto mature? Io direi di no.
    seconda domanda: è utile o dannoso per l’Italia, che esista, con notevole seguito elettorale, un partito di centro destra, vicino ai partiti dell’atlantismo internazionale (repubblicani USA, conservatori inglesi), non particolarmente cattolico, dominato da un ceto politico di provenienza anticomunista? domanda difficile, ma – tutto ponderato . più utile che dannoso;
    terza domanda: i tempi e i modi della azioni penali contro B., compresa questa ultima assoluzione, hanno motivazioni prettamente politiche? Si, ovviamente (non scherziamo)(questa assoluzione, è utile per il colpo di mano centrista, che un immediato vuoto a dx avrebbe rischiato di farlo saltare)
    quarta domanda: chi è il regista del lento logorio giudiziario di B.? vedi domanda tre.
    quinta domanda? accettare che il polo di Dx poteva essere egemonizzato da Forza Italia, e costruire un polo di Sx post sovietico, veramente socialdemocratico, non sarebbe stato meglio? Si, ovviamente

    mah!

  • Michele Anunziata

    Quindi a leggere se non fosse stato, qui inteso come verbo, per le Olgettine. Quindi una vittoria di Pirro: vuoi mettere? Quindi ritorna di nuovo grazie al soccorso “rosso” lo spodestato Cavaliere che può a buon diritto ritornare a cavallo e pretendere, nell’attesa della grazia del magnanimo Presidente Re Giorgio I° riabilitazione al cavallierato. Quindi mo so’ c…apitoli diversi. E se non è voto di scambio questo: io t’aiuto a demolire prima il senato poi il resto, tu però mi fai assolvere e pure mi fai avere, di nuovo, la Grazia che ad un amico non si nega. In perfetto stile P2 o del Piano Solo. Solo che dall’altra c’è un Partito che partito da sinistra si è incistatto magnifiacmente bene a destra dove il sindaco (ma non era stato condannato?) d’Italia ha preso manco a dire voti. Strombazzando: quarant’uno per cento del cinquanta per cento di chi si è recato al voto e pare sfuggire agli anal+isti del Manifesto che fa concorrenza a Porta a Porta. Domanda dov’è il problema? Discutere dell’abolizione del senato che ingifa un Assor Rosa et sodali è un modo comune i coprire, ala bolscevica fascista al cambio moderno, l’istaurarsi del mai dimentico Fascismo tecnocratico III millennio, o banalissimo Piano Rinascita, ché la gente s’avvicina rumoreggiando ai forni…non sta nica bene e certo più in là pure Bava Beccaris e pure i vari Turati al cambio odierno..di strapunto un Rodotù un Landini che non si nega a nessuno. Benveuta notte e il Manifesto va, a gonfie vele..Cavaliere uber alles, e Renzi no?