closefacebookgpluslinkedinmailphotosearchsharetwitterwhatsapp
Visioni

Enrico Vaime o della tv intelligente

Personaggi. Addio al grande autore di testi per il piccolo schermo, la radio e il teatro. Da «Canzonissima» a «Blackout», uno stile capace di mediare tra offerta d’elité e cultura popolare e dove il divertimento si trasformava in una estetica

Enrico Vaime

Enrico Vaime

Enrico Vaime ci ha lasciato. E aumenta ancor di più il senso di vuoto per chi pensa che la radio e la televisione non siano sinonimi di svago narcisistico o di insistita stupidità. Vaime, infatti, è stato tra i protagonisti di un mondo capace di rendere possibile la produzione di consumo sì, ma di qualità. Vale a dire, la realizzazione di quella imprescrutabile mediana tra offerta d’élite e cultura popolare, capace di trasformare il divertimento in un’estetica. Dove il sorriso si accompagna alle leggerezza virtuosa, alla capacità di unire l’ironia alla visione malinconica, nella consapevolezza di ciò che di male...

Per continuare a leggere,
crea un account gratuito

Registrati

Hai già un account? Accedi