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Alias

Emilio Leofreddi, taccuini d’artista

Incontro. Pop, Underground, Cut Up di pensieri del pittore e autore video, alla ricerca di uno spazio di evasione

Emilio Leofreddi con il taccuino (ph Manuela De Leonardis)

Emilio Leofreddi con il taccuino (ph Manuela De Leonardis)

Il taccuino è sul tavolo di un bar di Trastevere, aperto sull’ultima pagina con il foglietto attaccato con lo scotch. «Inspirare e espirare/ avere dare/ il respiro del mondo/ in questo periodo il mondo è in apnea», scrive Emilio Leofreddi (Roma, 1958). Metafora della precarietà di quest’inedita contemporaneità, sottolineata dall’utilizzo dello scotch con la sua implicita idea di mobilità, la pagina scritta diventa per l’artista uno spazio d’evasione. «Tenere le lettere per la parola/ A come libertà». Dorso a spirale con la copertina nera tenuta dall’elastico, questo taccuino racconta di un viaggio introspettivo che è la summa di tanti viaggi...

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