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Visioni

Élite a confronto con le proprie bugie: «Les choses humaines»

Fuori concorso. Nelle pieghe della contraddittoria morale borghese: una solida opera di scrittura

Che ne è dei nostri principi e delle facoltà di giudizio che riteniamo di possedere quando le astrazioni si fanno strada nella nostra esistenza e assumono concretezza? Come giudicare un presunto stupro quando l’accusa ricade sul proprio stesso figlio? Queste le domande che sembrano aver ispirato Yvan Attal, regista e sceneggiatore con Yaël Langmann di Les choses humaines (titolo internazionale The Accusation), film tratto dal romanzo omonimo di Karine Tui e presentato fuori concorso a Venezia. Il regista ha infatti affidato al figlio (Ben Attal) il ruolo di un giovane della buona borghesia parigina, eccellenti studi e prospettive di carriera...

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