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Scuola

Educare alle differenze: in movimento per i sentieri degli affetti

Fate i cattivi. L'Italia è l’unico dell’Europa occidentale a non avere ancora implementato un programma sulla valorizzazione delle differenze e l’educazione sessuale nelle scuole. La parte del decreto sulla Buona Scuola riguardante le discriminazioni di genere è insufficiente nei contenuti e soprattutto rischia di rimanere lettera morta per subalternità alla propaganda «anti-gender»

Illustrazione di Luna Sanchini

Illustrazione di Luna Sanchini

Educare all’identità come libertà e non come destino è il primo obiettivo che il dilagare dei fenomeni di femminicidio, omofobia e intolleranza impone alle istituzioni, sapendo che per incidere sul terreno dei pari diritti e delle pari opportunità bisogna intervenire fin dalla primissima infanzia, quando bambini/e vengono, o meno, messi in condizione di fare le medesime esperienze, sperimentare e acquisire le stesse abilità, imparare a esprimere, condividere e gestire le emozioni, formarsi attraverso le prime relazioni significative con gli adulti e tra coetanee/i. È un obiettivo che dev’essere del Parlamento, con l’approvazione di una legge per l’educazione sentimentale, la valorizzazione...

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