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Edizione del 31.03.2020

Con la scusa di contenere l’epidemia Viktor Orbán si prende i pieni poteri. Il parlamento ungherese vara una legge che permette al premier di sospendere le elezioni, cancellare leggi già esistenti e di imprigionare la stampa libera. Le opposizioni: «Siamo in dittatura». E l’Unione europea «valuta»

L’Europa alle prese con lo stato d’emergenza

Anna Maria Merlo

Il dibattito non riguarda solo Orbán. In Bulgaria, per il momento è stato bloccato un testo di legge analogo a quello ungherese sulla limitazione della libertà di stampa. In Belgio la prima ministra ha ormai poteri speciali, senza passare per il Parlamento, in Polonia c’è già un semi-stato d’emergenza ma l’unico freno è oltrepassare le elezioni presidenziali di maggio. In Francia lo stato d’emergenza è stato inserito nel codice di salute pubblica e sono stati ampliati i poteri del primo ministro

Politica

La camera mette in scena una seduta normale

Andrea Fabozzi

Solo 50 persone in aula, niente emendamenti, al voto uno per volta senza possibilità di incontrasi né prima né dopo: l'istituzione che non vuol parlare di voto a distanza accetta di mortificarsi e auto ridursi per combattere l'epidemia. E i 5 Stelle vogliono tagliare lo stipendio dei (collaboratori dei) parlamentari

Lavoro

Con il «reddito di emergenza» si rischia di creare poveri di «serie A» e «serie B»

Roberto Ciccarelli

Una misura "transitoria", limitata all'emergenza, che potrebbe essere di 800 euro, coinvolgere tre milioni di persone, con uno stanziamento di tre miliardi da aprile. Una misura presentata come "universalistica". C'è il rischio di discriminare i beneficiari attuali del "reddito di cittadinanza" che percepiscono importi mediamente inferiori e sono vincolati all'acquisto di beni. I promotori della campagna sul "reddito di quarantena": "La contrapposizione tra le misure va evitata, vanno estesi i criteri del reddito di cittadinanza senza condizioni". Acerbo (Rifondazione Comunista): "Il governo rischia di creare una situazione di disuguaglianza assurda". Sandro Gobetti (Bin Italia): "Sono interventi categoriali che esaltano la frammentazione sociale. Bisogna avere coraggio di adottare un reddito di base incondizionato"

Politica

Toscana a Sinistra si presenta. Con Fattori contro Giani

Riccardo Chiari

La presentazione in videoconferenza di alcune proposte per affrontare l'emergenza coronavirus è stata l'occasione per il lancio della lista, alternativa al centrosinistra di Eugenio Giani e arricchita dalle realtà di cittadinanza di Firenze, Livorno, Siena, Pisa e Viareggio. Della partita anche Rifondazione comunista, Potere al Popolo e Sinistra Anticapitalista, con il consigliere uscente Tommaso Fattori candidato in pectore.

In India l’aritmetica sui contagi non torna

Matteo Miavaldi

Il governo stanzia quasi 21 miliardi di dollari ma Moody’s abbassa le stime di crescita. E con lo stop di gran parte delle attività milioni di lavoratori migranti interni hanno iniziato il controesodo dalle città alle campagne, portando il virus nelle aree meno integrate nella rete dei servizi sanitari

Misure all’italia, Putin chiude Mosca

Yurii Colombo

Per i 25 milioni di cittadini di Mosca e dintorni ora sono state assunte delle misure “all'italiana”. Il movimento degli cittadini è stato limitato al minimo: sarà possibile recarsi solo nei negozi alimentari e nelle farmacie più vicine al luogo di residenza e chi dovrà recarsi al lavoro dovrà esibire un'autorizzazione speciale

Cultura

Un destino comune dentro la fragilità

Roberto Della Seta e Alice Scialoja

Parla Mauro Ceruti, fra i protagonisti della riflessione filosofica sul tema della complessità.«Ciò che accade archivia definitivamente ogni credenza provvidenziale nel progresso, come legge ineluttabile della Storia e come dimensione quantitativamente misurabile con i soli indicatori di crescita e di reddito. La Storia non sta andando verso il progresso garantito, ma verso una straordinaria incertezza»

L’eredità iconoclasta della Semana tragica

Marc Tibaldi

Il volume collettivo «Chiese in fiamme» (Milieu) si interroga sull’estetica del conflitto e sulle implicazioni che la distruzione dei simboli ha assunto nel corso del tempo a partire dalla sanguinosa rivolta scoppiata nel 1909 a Barcellona contro l’intervento coloniale in Marocco

Visioni

Arbasino bravo conduttore

Redazione visioni

Omaggio di Rai Storia al grande intellettuale scomparso il 22 marzo con la riproposta da stasera alle 22.10 di Match, ciclo di dieci puntate di incontri culturali andato in onda nel 1977

Fra vita e commedia sulle vie di New York

Giulia D'Agnolo Vallan

«A proposito di niente», l’autobiografia di Woody Allen disponibile in digitale. Dall’infanzia ai primi ingaggi come battutista e alla rottura con Mia Farrow

Bob Dylan e l’America smarrita

Alessandro Portelli

«Murder Most Foul» è il suo primo inedito dopo otto anni, un lamento funebre per JFK ma non solo. Guidato dal suono come nel pianto rituale, il racconto di un paese in bilico

PARLAMENTO

La rappresentanza non si pratica a distanza

Massimo Villone

Il parlamentare può essere equiparato a chi pratica lo smart-working, o va assimilato a chi rimane al suo posto di lavoro perché impegnato in attività essenziali? Il Parlamento non è un votificio. Un parlamento degno del nome non si limita ad alzare le mani o pigiare un tasto per votare

Rubriche

Fuori, sopra e sotto l’onda

Alberto Leiss

Le parole e i gesti di Mattarella diffusi per errore hanno aumentato la credibilità e il potere affettivo di quel messaggio. Negli stessi giorni ci hanno colpito i gesti e le frasi di Francesco, in quella enorme piazza deserta

Quel video che porta la Scala da casa a casa

Mariangela Mianiti

Novanta fra strumentisti e coristi, non potendo dare rappresentazioni né riunirsi per fare le prove, hanno deciso di registrarsi mentre suonano a casa loro, via internet e senza direttore d’orchestra

Manovre strategiche dietro la crisi del coronavirus

Manlio Dinucci

I paesi europei della Nato avvertiti da Washington: devono continuare ad aumentare i loro bilanci militari per «mantenere la capacità di difendersi». L’Italia dovrebbe quindi aumentare la propria spesa militare, già salita a oltre 26 miliardi di euro l’anno