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Edizione del 28.04.2013

Il governo Letta è cosa fatta e nasce sotto l’impronta di Napolitano. Restano fuori tutti i big della vecchia politica. Come da «manuale cencelli» sono state rigorosamente rispettate le quote dei partiti. Sette ministri su 21 sono donne. Alla giustizia va Annamaria Cancellieri, agli esteri Emma Bonino. Berlusconi piazza Alfano agli Interni e Cl manda Lupi alle Infrastrutture. Il Pd sceglie la linea soft: 5 ministri di seconda fila. Quanto durerà? Lo deciderà il Cavaliere

Europa

Sorpresa, lo spettro della recessione aleggia sopra Berlino

Vincenzo Comito

La capitale soffre per lo scarso sviluppo industriale e gli investimenti si concentrano sugli immobili. Disoccupazione ai livelli di guardia. Intanto il quadro politico tedesco si complica: possibile una nuova «grosse koalition», ma si rafforza il fronte anti-euro

Internazionale

Con la primavera rifioriscono i Talebani

Giuliano Battiston

Il Consiglio supremo dei «mujahedini» lancia la consueta offensiva stagionale contro l'«invasore occidentale», a base di «attacchi sistematici e coordinati di infiltrati nelle basi militari degli stranieri» e «operazioni di martirio collettivo», Rivendicando, alla vigilia del ritiro degli esercito stranieri, la vittoria finale

Un piano per far saltare il chavismo

Geraldina Colotti

Il nuovo ministro degli Interni Miguel Rodriguez presenta i video che illustrano come la "Connessione aprile" progettava di destabilizzare il paese. Ma Capriles insiste: "Il voto è stato una truffa, necessarie nuove elezioni"

Maalouf, vite in sospeso

Vermondo Brugnatelli

16 capitoli comprendenti i giorni dal 20 aprile al 5 maggio del 2001: «i disorientati» del libanese Amin Maalouf, romanzo sulla natura dell’identità e della guerra

«Vedo, mi emoziono dunque dipingo»

Marco Dotti

Il surrealismo del pittore belga è tutto nel ritmo, nell’incanto, nella sorpresa, nel décalage: e nell’improvviso spazio che si apre tra le cose

Milano infernale ti odio

Giulio Ferroni

Il nuovo romanzo di Ernesto Bertante. Nel ventre caldo e puzzolente della città cova una comune storia di spaccio e disperazione, che diventa il simbolo della cecità del presente. Ma il riscatto finale non convince