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Edizione del 26.03.2017

Dietro la retorica della cerimonia per i Trattati di Roma, restano tutte le divisioni politiche dell’Unione europea lontana dallo spirito di Ventotene. In una città blindata e semivuota, impaurita dal tamburo mediatico e dal governo sui pericoli della piazza, la sinistra ha scandito pacificamente la protesta e l’impegno per «rifondare l’Europa»

Europa

Ventotene, l’Europa non abita più qui

Rosario Sardella

Oltre le targhe e la lapide dove è stato sepolto Spinelli c’è ben poco di quel periodo. La stessa piazza, dove un tempo passeggiavano i confinati, è stata tutta pavimentata in chiave moderna così come i dormitori dei confinati che sono stati rasi al suolo. Perfino il film tv «Un mondo nuovo», sull’Europa unita, è stato girato alle Tremiti

Agenzie in sciopero, «Lotti segua le regole europee»

d.p.

Le redazioni chiedono di superare l’idea di bando, che non c'è negli altri stati, e salvaguardare il pluralismo delle voci e i livelli occupazionali. I giornalisti del canale tv chiedono all'azienda di ritirare i licenziamenti

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Europa, perché non dobbiamo dirci sconfitti

Etienne Balibar

L’Unione europea attuale ha molto poco a che vedere con quella che (sotto un altro nome) i Trattati di Roma avevano solennemente fondato sessant’anni fa. La geografia, la storia e l’orizzonte politico sono stati sconvolti dalla fine della guerra fredda e dalla delegittimazione dell’idea socialista sotto tutte le sue forme che ne è derivata. L’obiettivo di una «unione senza sosta più stretta tra i popoli europei» ha ceduto il posto de facto a un sistema di integrazione «a varie velocità» o addirittura, in alcuni paesi messi sotto tutela, a pratiche neocoloniali

MILANO

Francesco senza confini alla conquista di Milano

Luca Fazio

Storica visita di Bergoglio nella diocesi ambrosiana. Dieci ore intensissime che - con la messa al parco di Monza - trascinano in piazza un milione di persone e invitano il "popolo" a stare sempre con gli ultimi, che siano abitanti delle periferie, carcerati o profughi bisognosi di accoglienza

Commenti

Cinquant’anni fa l’enciclica indicava la via

Giorgio Nebbia

Scritto da Paolo VI nel 1967, il testo denuncia il malaugurato sistema che considera il profitto come motore essenziale del progresso economico, la concorrenza come legge suprema dell’economia, la proprietà privata dei mezzi di produzione come un diritto assoluto, senza limiti né obblighi sociali corrispondenti. E condanna l’abuso di un liberalismo che si manifesta come «imperialismo internazionale del denaro»

Commenti

Il primo fallimento del «negoziatore» Donald Trump

Luca Celada

La controriforma sanitaria repubblicana era in realtà una finta raffazzonata in poche settimane da un partito ideologicamente, fisiologicamente, opposto al welfare. L’operazione tentava perciò di travestire da riforma lo smantellamento della sanità pubblica

Cultura

Una sparizione filosofica

Andrea Capocci

Nel suo libro «Che cos'è il reale», dedicato alla scomparsa del fisico siciliano, Giorgio Agamben introduce uno scenario nuovo: il ricercatore avrebbe usato il proprio corpo come fosse una particella della meccanica quantistica, per dimostrare l'incertezza della scienza

CINEMA

Il naufrago ha scoperto i colori della vita

Matteo Boscarol

«La tartaruga rossa» di Michaël Dudok de Wit nelle sale per soli tre giorni: il 27, 28 e 29 marzo.Un gioiello di animazione senza dialoghi, racconto per immagini dei cicli dell’esistenza umana e non

Alessandra Novaga: «Metto in musica Fassbinder»

Luca Pakarov

Chitarrista di formazione classica ma che ha iniziato a dedicarsi alla chitarra elettrica, sperimentando nuove sonorità, nel suo ultimo album si confronta con brani tratti dalle colonne sonore dello scomparso regista tedesco

L'Ultima

Armageddon atomico

Angelo Baracca, Claudio Giangiacomo, Joachim Lau, Giorgio Nebbia *

Lunedì 27 iniziano i negoziati all’Onu per ottenere un nuovo trattato che dichiari senza mezzi termini illegale il possesso, la minaccia, nonché l’uso delle armi nucleari

Palinsesto esistenziale coi coetanei e i maggiori

Tommaso Mozzati

Dal Friuli e da Casarsa a Roma; da Venezia alla pianura padana; dal Marocco alle Alpi... Torna, presso l’editore Ronzani, «Il treno del buon appetito», memoriale di Nico Naldini

Quel codice migrato nella bisaccia di Jacopo Alighieri

Paolo Pellegrini

Il testo offerto da Giorgio Inglese nell’edizione commentata del poema di Dante per Carocci, ha passato il vaglio di buona parte della tradizione manoscritta, sulla base di Petrocchi: il «ramo» fiorentino è prevalente

Judd, critica in sketchbook

Marco M. Mascolo

Militante, asistematico, curioso: il protagonista del minimalismo americano ha rinverdito nelle sue note d'arte la tradizione dell’artista-scrittore

Scherzo grottesco “per” Apollinaire

Piero Gelli

Perché, nel monumento funebre al poeta dei «Calligrammes», Picasso utilizzò la testa di Dora Maar? Enzo Restagno ricostruisce, con divertimento

Déco, non stile ma gusto

Giorgio Villani

Nato nella prima metà degli anni venti da una trasformazione decorativa dei motivi-cardine delle avanguardie, il Déco viene letto giustamente dai curatori come un’immagine particolare della vita

Strazza, schermi magici

Paola Bonani

Dagli anni quaranta a oggi, un caparbio «ricercare» intorno alla luce e al segno in funzione e geometrica e lirica