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Edizione del 26.01.2014

Al congresso di Sel che si conclude oggi la platea sembra aver deciso: fischia l’inviato di Renzi e chiede un’altra Europa con il leader di Syriza. Barbara Spinelli al manifesto: «Uniamoci con umiltà. Sel da sola alle elezioni? Sarebbe un suicidio»

Politica

Un partito diviso sulla strada di Atene

Micaela Bongi

La platea dei delegati preferisce la lista col «compagno Tsipras». Ma molti dei dirigenti frenano. Migliore: «Attenti al minoritarismo». Fratoianni ribatte: «Non possiamo più permetterci di non scegliere». Scontro rinviato sul coordinatore. Oggi le conclusioni di Vendola

Riforme, la Commissione Ue: «Ora tocca al JobsAct»

Roberto Ciccarelli

Nel resort svizzero di Davos, la Troika chiede a Renzi &Co. di non perdere di vista la «riforma strutturale» del mercato del lavoro. Il commissario Ue Olli Rehn al governo: «Avanti con le privatizzazioni»

Siria, governo e opposizione trattano sugli aiuti umanitari

Michele Giorgio

Ieri per la prima volta negoziato diretto tra le due parti. Di una tregua si parlerà forse a partire da domani. Il successo della trattativa resta appeso a un filo. In Libano i qaedisti di an Nusra dichiarano guerra a Hezbollah

L'inchiesta

Deportato a mezzogiorno

Angelo Mastrandrea

Otto Skall era un grande fotografo viennese degli anni ’20. Morì suicida per non finire ad Auschwitz. Suo figlio Heinz fu internato nei luoghi del sud Italia che il padre amava più di tutto, a Campagna e a Sala Consilina. Dove si innamorò di una insegnante di tedesco e si diede alla pittura. Oggi spuntano le foto, i dipinti e il carteggio familiare

Nell’erotico inferno di Daniel Sada

Francesca Lazzarato

Un giovane agronomo trova nel sesso a pagamento l'antidoto ideale alla noia. «Quasi mai», romanzo esilarante e picaresco di un grande protagonista della letteratura latinoamericana, che in una lingua lavoratissima e piena di inventiva fotografa il moralismo ipocrita di una piccola borghesia nascente

Una tragica musa ai tempi dell’assedio

Stefano Garzonio

Figura tra le più promettenti della poesia sovietica anni venti, Ol’ga Berggol’c inaugura la sua testimonianza nel ’39, a pochi mesi dall’arresto. E annota le reazioni alla politica estera e alla guerra