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1 ULTIM'ORA:

Edizione del 25.11.2014

Il presidente-segretario minimizza la valanga astensionista che colpisce il cuore emiliano del Pd: «L’affluenza un problema secondario». Le urne della cassaforte elettorale disertate dal 63% degli elettori. In meno di sei mesi Renzi perde 700 mila voti . La destra premia la Lega di Salvini e punisce Berlusconi. Confermata la crisi dei pentastellati. E la sinistra, divisa, si ferma

Politica

Astensionismo: una punizione per il Pd, cioè un successo

Andrea Fabozzi

L’analisi del (non) voto di politologi e ricercatori. In Emilia pesa l’aggressione al sindacato. Ma vincere, non importa in che modo, è precisamente il progetto del premier. Che se ne frega della rappresentanza e dice: le urne vuote sono un aspetto secondario

Politica

Renzi: «Quelli normali esultano»

Daniela Preziosi

Ma nel Pd il non voto fa litigare. Bersani: sull’affluenza non può fare spallucce. La sinistra interna ritrova la parola. Sotto accusa il partito della nazione. E la rottamazione del partito

STACCATA DALLA LEGA

Forza Italia affonda nel Nazareno

Andrea Colombo

Berlusconi, consapevole di aver pagato il patto con Renzi, assicura ai suoi che la rotta cambierà. Ma a farlo infuriare sono soprattutto le parole di Fitto, che spara: «Nessuno si azzardi a minimizzare. Si azzerino subito tutte le nomine»

Politica

Solo un decimo del Pd dirà «no»

Massimo Franchi

La minoranza «non dialogante» ascolterà una delegazione di operai. Non passa l’emendamento salva articolo18. Stasera o domani il via libera della Camera. Speranza e Damiano: abbiamo evitato la fiducia. Airaudo (Sel): è un’autodelega al governo Dubbi di costituzionalità sulla delega

STATI UNITI

Si dimette Hagel, Obama sempre più azzoppato

Luca Celada

Il ministro della Difesa che aveva preso il posto di Leon Panetta era a disagio con il decisionismo presidenziale. Secondo una fonte del governo «non era all’altezza». Ora il sostituto dovrà essere sottoposto al voto di un Congresso furioso per il decreto sull’immigrazione

Netanyahu insiste: Israele è solo degli ebrei

Michele Giorgio

Il premier non torna indietro nonostante le proteste di alcuni ministri e dei cittadini palestinesi. Ribadisce la sua ferma intenzione di far approvare dalla Knesset la nuova legge che definisce Israele come Stato della nazione ebraica. L'opinione pubblica è con lui

Le «vacanze» romane del golpista al-Sisi

Giuseppe Acconcia

Dopo papa Bergoglio, il generale al potere in Egitto incontra l’amico Matteo Renzi, che finge di non sapere che così dà legittimità a un uomo con le mani sporche di sangue

TEMPI PRESENTI

La sinistra senza audience

Carlo Freccero

Obiettivo della sinistra è sviluppare un pensiero adeguato al presente. Compito difficile in un ecosistema mediatico dove i talk show reagiscono al declino divenendo megafoni di una facile propaganda

Cultura

La Nuvola che non c’è

Giulia Menzietti

Dopo lo stop all'ambizioso progetto di Massimiliano Fuksas per il nuovo Palazzo dei Congressi, un mini-tour per gli altri cantieri incompiuti italiani

Beni culturali, quando l’austerità divora anche lo sponsor

Roberto Ciccarelli

Presentato al Senato il decimo rapporto annuale. La prossima legge di stabilità rischia di minare alla base la governance pubblico-privata. Il teatro è il settore che se la passa peggio, mentre le famiglie, non «aiutate», tagliano il consumo culturale

Visioni

Penelope prova a ricucire il dolore

Linda Chiaramonte

Luisa Pellegrino e Elisa Talentino sono le autrici di «Bendata di stelle», libro illustrato che affronta in forma poetica una storia drammatica di violenza contro le donne

Faber e la Sardegna, uno sguardo privato

Flaviano De Luca

A quindici anni dalla scomparsa di Fabrizio De Andrè, il regista Gianfranco Cabiddu realizza un nuovo documentario in cui racconta il suo rapporto con l'isola

Quella musica visionaria

Luigi Onori

Non un catalogo di scatti, ma un vero e proprio libro quello del fotografo Luca D'Agostino, con il contributo di Pino Ninfa, sul rapporto tra suono e immagine

Se la politica è simulacro non c’è società possibile

Aldo Bonomi

La «transizione italiana» ormai si fa costituente. Il paese in mezzo ai quattro punti cardinali è sofferente. Tra la via «ungherese» di Salvini e il «trasversalismo» di Grillo, la svolta «carismatica» di Renzi e la rotta «rappresentativa» della Cgil non c’è più alcuna continuità con il recente passato. Ogni argine è rotto. E la sofferenza dilaga