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Edizione del 22.07.2015

La Corte di Strasburgo condanna l’Italia per «violazione dei diritti umani» e chiede al governo di riconoscere per legge le unioni fra gay. Accolto il ricorso di tre coppie omosessuali. Una sentenza storica

Politica

Unioni gay, Italia condannata

Jacopo Rosatelli

La Corte dei diritti umani di Strasburgo: «Illegale non riconoscere le coppie gay e lesbiche». Accolto il ricorso presentato da tre coppie dello stesso sesso. Verranno risarcite

Italia

Gay, destro e libertario

Luca Fazio

Per Enrico Oliari, presidente di GayLib, anche la destra può esprimere una cultura libertaria: "Non esiste solo il machismo becero alla Salvini". E' stato lui, con il suo compagno e con altre due coppie omosessuali, a presentare il ricorso sul riconoscimento legale delle coppie dello stesso sesso accolto ieri dalla Corte di Strasburgo

Cultura

L’omosessuale inventato

Gianni Rossi Barilli

Nel corso dei secoli, le diverse figure del gay sono state costruite per legittimitarle, ma soprattutto per imporre la norma di una divisione «naturale» tra mascolinità e femminilità. «Tutta un’altra storia», l’appassionata e documentata ricerca sul campo di Giovanni Dall’Orto per il Saggiatore

Cencelli in commissione

A. Fab.

Cambiano (poco) i presidenti a metà legislatura. Da Renzi posti premio ai centristi della maggioranza e conferma degli incarichi per la minoranza interna. Alla guida della difesa il deputato più vicino a Mattarella

Crocetta chiede risarcimenti milionari

Domenico Cirillo

Azione civile contro L’Espresso (10 milioni) e Il Fatto. «L’intercettazione non esiste». Il settimanale: noi corretti. Caltanissetta come Palermo: la procura non ha quell’audio. E il Pd prende tempo per la crisi

Il giglio magico perde Sara Biagiotti

Riccardo Chiari

Bocciata dal consiglio comunale la sindaca fedelissima del premier, eletta appena un anno fa con il 56%. Tutti contro tutti nel Pd: 8 consiglieri su 14 hanno votato la mozione di sfiducia. Dietro il commissariamento di Sestograd, l'ombra dell'aeroporto intercontinentale voluto da Renzi e Carrai.

L'ANALISI

I 5 vizi capitali della «nuova» Rai renziana

Renato Parascandolo

In un paese al 73mo posto nella libertà di informazione serve una vera rifondazione. Invece il governo cancella l’idea di «servizio pubblico» per quella di «pubblico servizio» applicando una logica riformista al rovescio

Lavoro

Mohamed è morto per i nostri pomodori

Antonio Sciotto

Nardò, l’immigrato sudanese lavorava in nero: 3,5 euro per ogni cassone di 3 quintali. Il caldo a 42 gradi, la fatica, la pressione dei caporali. Flai Cgil: l’azienda è già sotto processo per tratta di uomini

Europa

Paul Mason: «Benvenuti a Stalingrado, Grecia»

Francesca Coin

Ha fatto bene Tsipras a cercare un accordo dentro l’Europa. Il brutto risultato pone la necessità di sviluppare un progetto transnazionale per rendere democratica la Ue. Un’intervista con il noto giornalista e filosofo inglese Paul Mason

Commenti

Tsipras ha scelto il male minore

Tonino Perna

Da parte nostra si tratta di appoggiare, non solo politicamente, tutte quelle forme di economia solidale che sono nate in questi anni di crisi e che, come ci ha raccontato Angelo Mastrandrea, hanno avuto anche il sostegno della solidarietà internazionale.

Cultura

Il dominio elevato a «scienza»

Paolo Cacciari

«Trasformare l’economia» di Roberto Mancini. La possibile alternativa alla produzione di merci a partire dai contributi di filosofi e ricercatori sociali che non hanno creduto nel capitalismo come fine della storia

Visioni

Made in Apatow, la factory della risata

Giulia D'Agnolo Vallan

«Trainwreck» è il nuovo film del regista, produttore, autore ovvero l’uomo più influente della commedia americana dell’ultimo decennio, che vedremo a Locarno

L’oriente pucciniano trionfa a Caracalla

Andrea Penna

Due diverse visioni del mondo esotico e lontano, uscite dalla penna dello stesso compositore: Butterfly e Turandot si contendono lo splendido scenario capitolino

L'Ultima

Inizio e fine di Radio B92

Antonela Riha

Il 9 luglio scorso la proprietà della storica emittente, baluardo della resistenza al potere di Miloševic, ha introdotto drastici cambiamenti spegnendo un mito dei media serbi