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Edizione del 17.06.2018

La guerra di Salvini alle ong non si ferma. Dopo lo stop all’Aquarius, il ministro chiude i porti ad altre due navi umanitarie. «A casa nostra comandiamo noi». I volontari di Lifeline: «È un fascista». Oggi la nave respinta approda a Valencia con il suo carico di profughi. La Francia: li accogliamo noi

Italia

A Pontida raduno antirazzista

Andrea Cegna

Nella città simbolo della "vecchia" Lega, contro il sindaco che ha deciso di chiudere la città, i centri sociali organizzano un torneo di calcio con squadre di rifugiati. Come premio la maglia firmata da Balotelli

Commenti

L’Italia vittima predestinata di una crisi epocale

Aldo Carra

È in corso la prima sperimentazione di due soggetti, con tratti comuni a tutti i populismi, ma con radici territoriali, sociali, demografiche diverse. Se questo incontro si consolida, come sta accadendo, sotto la guida travolgente della destra leghista, esso è destinato a produrre uno smantellamento di assetti istituzionali e di valori

VATICANO

Il papa pro life che parla come il ministro Fontana

Luca Kocci

Bergoglio riceve il forum delle associazioni famigliari cattoliche e fa un discorso in linea con le posizioni chiuse dei predecessori: gli aborti selettivi sono come i nazisti in guanti bianchi. E sapete perché non si vedono più nani in giro?

Lavoro

Verso il riconoscimento dei «riders» subordinati

Roberto Ciccarelli

Nel "decreto dignità" annunciato dal ministro del lavoro Di Maio un restyling del Jobs Act, allo studio il riconoscimento del rapporto di lavoro subordinato per i ciclofattorini. Prossimo incontro con i riders la settimana prossima

Il presidio operaio citato per danni: “Dovete darci un milione”

Riccardo Chiari

Gli ex dipendenti della Tmm di Pontedera, in presidio da quasi un anno, accusati dal liquidatore che già non voleva pagare gli stipendi arretrati a chi protestava. La Fiom: "Inaudito, vogliono far pagare il fallimento gestionale a chi sta lottando per avere un futuro".

Cultura

La massima infelicità è un passatempo da ragazzi

Teresa Numerico

Un percorso di lettura, tra psicologia e sociologia, sui ventenni americani. Tra IPhone, social e depressione. Figli dei Millennials, detti anche Generazione Y, che erano nati tra inizio anni Ottanta e il 1996. Hanno paura dei sentimenti, del sesso, rifiutano il dissenso sociale. E aumenta il numero di suicidi

Inferno di fuoco alla Glasgow School of Art

Leonardo Clausi

Di nuovo in cenere uno degli storici edifici della città scozzese che era in fase di restauro dopo un altro incendio che lo aveva colpito. Stavolta il danno sembra definitivo

Alias Domenica

La favola orientale di Ransmyr

Luca Crescenzi

Ancora una volta lo scrittore austriaco si dimostra in dialogo con la grande letteratura: un romanzo proiettato nella Cina del XVIII secolo: «Cox, o il corso del tempo», da Feltrinelli

Prove di armonia tra serietà e leggerezza

Paola Scrolavezza

Muovendosi con agio «tra il pop e il sublime», Giorgio Amitrano ci restituisce un ritratto del Giappone che esibisce rapporti dinamici e non conservatori con la tradizione: «Iroiro», da De Agostini

Vicende familiari in una lingua che carezza la carne

Francesco Benigno

Con «Anni lenti», datato 2013 e tradotto ora da Guanda sulla scia del successo di «Patria», lo scrittore basco Fernando Aramburu dà inizio al suo toccante andirivieni tra storia e memoria

Henry Miller, carosello infoiato a Parigi

Pasquale Di Palmo

«Giorni tranquilli a Clichy», Adelphi, composto a New York dopo il soggiorno francese, uscì nel ’56 per Olympia Press, con le foto di Brassaï

Elizabeth Jane Howard, week-end psichico con sorprese

Margherita Ghilardi

Cinque giovani tra realtà ed espansione interiore: in «All’ombra di Julius» (Fazi Editore) la Howard nel 1965 rifletteva sulla vita di coppia con drastica capacità d’osservazione e umorismo

Collezione Agrati, un sogno in alta Brianza

Giuseppe Frangi

Christo, Fontana, Rauschenberg, Flavin, Ryman, Manzoni, Castellani, Fabro, Paolini, ma soprattutto Fausto Melotti. La collezione di arte contemporanea dei fratelli Peppino e Luigi Agrati: come fissare con «folle amore» il proprio tempo

Monet e gli americani

Jolanda Nigro Covre

In "The late Monet", 1956, il critico americano e formalista Clement Greenberg vide nella Scuola di New York l’esito delle "Ninfee", sotto il segno del gesto pittorico e della spazialità ambientale. Alla luce di questa mostra, il nesso pone problemi...