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Edizione del 16.04.2017

Urne aperte oggi in Turchia per il referendum sulla riforma costituzionale. È l’ultimo ostacolo che divide Erdogan dalle sue aspirazioni di presidente «a vita». Se vincerà il «sì» il Sultano resterà da solo al comando fino al 2029. E le opposizioni verrebbero spazzate via. Enorme la tensione sociale, cresce il timore di scontri

Internazionale

«Referendum, la fronda del no dentro l’Akp»

Dimitri Bettoni

Intervista a Osman Can, ex giudice della corte costituzionale e voce critica della riforma voluta dal governo: «Il dibattito resta interno, ma ci sono personalità di alto livello in disaccordo. Nell’elettorato è la classe media conservatrice ma democratica a non appoggiare il sì»

Tax march

Tax march, «tutti i redditi del presidente»

Marina Catucci

Negli Usa migliaia in piazza per sapere le tasse pagate da Trump. «Cosa nasconde» è lo slogan delle manifestazioni. Mentre i tamburi di guerra fanno crescere il malcontento anche fra i lavoratori repubblicani: «Si occupi di noi»

Reportage

La memoria di Viareggio

Angelo Ferracuti

Il sindacalista Antonini racconta i luoghi della strage. «Sì, denunciare le colpe Fs mi è costato il posto ma lo rifarei»

Cultura

La nuova frontiera di Encelado

Luca Tancredi Barone

In base ai dati di una sonda diretta su Saturno ci sono le condizioni per la presenza di batteri su un satellite. Un’accorta campagna mediatica finalizzata a rilanciare l’attività della Nasa. Nei prossimi mesi il Congresso discuterà la proposta di Trump di tagliare i finanziamenti all'ente spaziale statunitense. Il successo della missione rafforza però i progetti per cercare altre forme di vita

L'Ultima

L’operaio e il capitale. L’utopia realista di Philippe Poutou

Jamila Mascat

A una settimana dal primo turno delle presidenziali che secondo i sondaggi favorirebbe Emmanuel Macron, Marine Le Pen o Jean-Luc Mélenchon, l’extrême gauche irrompe nel dibattito elettorale grazie agli exploit televisivi irriverenti del candidato, operaio Ford, del Nouveau Parti Anticapitaliste

L’angoscia degli scampati, senza una idea del domani

Francesco Benigno

Chiusa l’esperienza dello sterminio, iniziò il dramma del dove andare e del che fare. I sopravvissuti si trasformarono in profughi, prima di diventare pedine della diplomazia: «La liberazione dei campi», da Einaudi

Mostri risvegliati dalla sfavillante lingua di Wilcock

Francesca Lazzarato

Introvabile, come altre opere dello scrittore argentino che adottò la lingua italiana, torna ristampato da Adelphi «Lo stereoscopio dei solitari», dove l’assurdo si innesta in una quotidianità riconoscibile

Michelangelo e Sebastiano, pensieri condivisi

Tommaso Mozzati

Storia di un’amicizia, così viene presentata la mostra, costruita su «paragoni» più o meno esemplari. Più giovane del Buonarroti di dieci anni, Sebastiano del Piombo, veneziano, è attratto dal fare grande e scultoreo del genio della Sistina e partecipa attivamente al formarsi dello stile «romanista»

Le barche acherontiche di Wolfgang Laib

Marco M. Mascolo

Un’installazione zen dentro il gioiello del Gotico toscano (dove si custodisce una delle reliquie di Cristo): il tedesco Wolfgang Laib vi dispone sei «silenziose» barche in cera d'api, sollecitandone i valori ambientali

Agamben nello studio

Emanuele Trevi

Immagini e oggetti, sollecitati, stimolano, più che la memoria di sé, la memoria degli altri: Giovanni Urbani, Elsa Morante, Martin Heidegger, Patrizia Cavalli...

Tragicomico dialogo con un dio fallace

Paolo Simonetti

Uscito nell’82, «Dio mio, grazie» è l’ultimo romanzo pubblicato in vita dallo scrittore statunitense: riedito da minimum fax, costituisce una disturbante e fascinosa incursione post-apocalittica nella fantascienza, con humor e altrettanto dramma

Santiago Sierra, sfruttamento al quadrato

Paolo Martore

Dai primi lavori di scultura alle opere land fino ai video, i temi sono gravi, il tono tragico ma asciutto. Interessante è l’ambiguità del rapporto con i disvalori del neoliberismo

Hockney, visioni contagiose

Giuseppe Frangi

Visitando la grande mostra di Londra, appare chiaro quale sia stato per Hockney, sin dagli anni sessanta, «il» problema: come fare entrare dentro il quadro chi lo sta guardando; come farlo accomodare nella sua luce, nei suoi spazi

Tillmans, immagini come pelle

Daniele Capra

L’allestimento è antigerarchico: intende restituire la puntiforme attività di «rilevatore» di realtà che fa del fotografo tedesco un artista globale, in senso non geografico ma conoscitivo