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Edizione del 14.11.2017

Caos a sinistra. «Non ci sono le condizioni per una lista unitaria», in polemica con i partiti, i «civici» del Brancaccio cancellano l’assemblea nazionale. Intanto Renzi tratta con i radicali e in direzione propone una coalizione che non c’è. La minoranza si astiene. Bersani: «Basta chiacchiere»

Renzi propone l’unità a modo suo

A. Fab.

Il segretario del Pd rivendica tutte le scelte: migliorare sì, rinnegare e abiurare no. La coalizione proposta come spot. Aperture tattiche ai potenziali alleati di Cp e Mdp, subito respinte. E indica Fassino come mediatore con D'Alema. Una provocazione

Lavoro

Cgil: no all’emendamento che minaccia il diritto di sciopero

Antonio Sciotto

La proposta di modifica viene dall'ex ministro del Lavoro Sacconi: chiede che vengano comunicate in anticipo adesioni e revoche individuali. Appello al presidente del Senato Grasso perché lo dichiari inammissibile. I sindaci incontrano Laura Boldrini alla Camera: «Basta tagli, più misure per le nostre città»

Giulio Regeni e l’interesse nazionale

Riccardo Noury*

Se mai per le istituzioni italiane ne abbia fatto davvero e sinceramente parte, Giulio è uscito dall’interesse nazionale. Resta, e non è affatto poco, nell’interesse delle innumerevoli persone che chiedono verità. Non quella dei governi italiano e egiziano ma la verità storica e politica

Due anni dal Bataclan, la Francia ricorda

Anna Maria Merlo

Grande emozione, nessun discorso ufficiale. Macron visita i luoghi del massacro (130 morti, 683 feriti). La Francia è uscita dallo stato d'emergenza, ma alcune misure d'eccezione sono entrate nella legislazione comune. La tenuta del paese e la sua fragilità

Internazionale

«Come una bomba»: sisma devasta l’Iran, oltre 450 vittime

Chiara Cruciati

Un terremoto di magnitudo 7.3 colpisce Kermanshah, al confine con il Kurdistan iracheno, dieci morti anche a Suleymaniya. Case distrutte, villaggi isolati: il bilancio potrebbe salire. Zona montuosa, è via di transito del gas iraniano verso l’Iraq ed epicentro dello scontro tra Teheran e combattenti curdi

Hariri in tv: «Torno e mi dimetto. O forse rimango»

Red. Esteri

Il primo ministro libanese ribadisce la versione del 4 novembre, promette di rientrare nel paese e pre-annuncia una marcia indietro se Hezbollah si ritira dalla Siria. La narrativa saudita arriva anche alla Lega Araba

Le emissioni di Co2 di nuovo in aumento

Anna Maria Merlo

Riunione a Bonn della Conferenza Onu sul clima, sotto la presidenza delle isole Figi. Il consorzio Global Carbon Project denuncia: dopo 3 anni di stagnazione, le emissioni a effetto serra sono tornate a crescere (maggior responsabile la Cina). Il 12 dicembre summit a Parigi a due anni dall'Accordo del 2015. 15mila scienziati mettono in guardia: a rischio la vita sulla terra

Un atlante delle rovine

Maurizio Giufrè

«Amabili resti d’architettura» di Giulia Menzietti, per Quodlibet. Nove casi-studio di progetti in degrado e abbandonati, con grande spreco di risorse intellettuali e materiali

Il conflitto in un letto di amanti

Francesca Del Vecchio

Un incontro con Roy Dib, uno dei trenta artisti libanesi della mostra che si aprirà domani al Maxxi: «Home Beirut»

L’addomesticatore di cieli e nuvole

Guido Caldiron

Un incontro con lo scrittore francese Olivier Rolin, famoso per il suo libro «Tigre di carta» sul '68 e ora in libreria con «Il meteorologo», per Bompiani. «In Russia, la voglia di libertà di un popolo è stata schiacciata dalla costruzione di uno stato poliziesco. Questo non significa che non rimanga aperto il quesito su quali esiti avrebbe dato il sogno rivoluzionario in condizioni diverse»

Visioni

Il sottile ma chiaro confine fra molestia e seduzione

Mariangela Mianiti

Urge intendersi sul significato di «corteggiamento» e «consenziente». Chi allunga le mani e fa delle avances, si struscia, accarezza, ammicca e invita più o meno palesemente a essere sessualmente disponibili, abusa della sua posizione di potere

Se Topolino si mangia Hollywood

Giulia D'Agnolo Vallan

La possibile vendita della 20th Century Fox alla Disney è un’ipotesi chiacchieratissima. Interpretato come mossa anti Netflix, in pochi si sono interrogati su cosa questo significhi per il cinema