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Edizione del 14.02.2014

Il segretario del Pd ordina la crisi e una maggioranza bulgara la ratifica. Parlamento scavalcato, istituzioni piegate alla scelta di un partito. La destra detta le sue condizioni e minaccia le urne. Oggi il premier sale al Quirinale per rassegnare le dimissioni

Politica

Grazie Enrico, adesso tocca a me

Micaela Bongi

Via libera dal partito: 136 sì, 16 contrari e 2 astenuti. Il sindaco rottamatore «corre il rischio» senza passare dalle urne: «Non ci sono le condizioni»

Letta in ritirata, strategica

Andrea Colombo

Il primo ministro sceglie la via istituzionale ed evita il duello in streaming con il segretario. Oggi salirà al Colle per le dimissioni. Finisce così il «governo di emergenza del presidente». A Napolitano la scelta sulla parlamentarizzazione della crisi. Un iter difficile con lo spauracchio delle elezioni anticipate

«Prefetto o no, la fondazione del Teatro Valle continua»

Roberto Ciccarelli

Ancora nessuna comunicazione dalle autorità, ma la Fondazione è già stata riconosciuta da un notaio romano. Il progetto della Fondazione Teatro Valle bene comune, sostenuto da oltre 5 mila persone, è legittimo e potrà agire senza il riconoscimento del prefetto di Roma

Marcia contro Kerry in nome della colonizzazione

Michele Giorgio

Alcuni ministri e viceministri di Netanyahu partecipano a manifestazione contro il Segretario di Stato Usa. Il presidente dell'Europarlamento Martin Schulz replica alla contestazione subita alla Knesset: «Sono gli stessi estremisti che attaccano John Kerry». A Gaza i soldati uccidono un giovane palestinese

Le banche tra mercato e corporativismo

Alessandro Messina

Da vent'anni nel nostro paese è in atto un processo di concentrazione. La metà del settore è nelle mani dei cinque maggiori gruppi. E il livello delle sofferenze ha doppiato quello di Francia, Gran Bretagna e Germania

L’ambiente a piccoli passi

Massimo Serafini

Il Parlamento europeo ha votato una risoluzione in cui si chiedono alla Commissioni obiettivi vincolanti per risparmio energetico e rinnovabili

Sull’unione bancaria europea pesa il potere delle lobby

Francesco Bogliacino

Le nuove norme aprono la strada all’integrazione comunitaria e consentono di intervenire quando un’isitituzione sistemica è sull’orlo del collasso. Ma non separano l’attività speculativa da quella commerciale. Chi pagherà i salvataggi?

Banche da legare

Agenor

La Fed acquista debito pubblico americano, così fanno anche gli inglesi e i giapponesi. La Bce è invece bloccata dai vincoli europei. Nel vecchio continente la finanza domina incontrastata e le lobby esultano. Gli istituti di credito non fanno più il loro mestiere e le periferie collassano