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Edizione del 11.11.2018

La sindaca Virginia Raggi, assolta dall’accusa di falso, resta alla guida del Campidoglio: «Avanti a testa alta, ora basta odio». Ma Di Maio, Di Battista e Grillo per rilanciare il M5S rovinano la festa scagliandosi contro i giornalisti «sciacalli» e «puttane»

Editoriale

Privato vuol dire privare

Tommaso Di Francesco

Il trasporto pubblico è un bene comune. Il nostro giornale lo rivendica dai tempi della vittoria del Sì sull'acqua pubblica. Le stagioni di privatizzazioni hanno svenduto patrimoni di danaro, ricerca, consapevolezza: per questo siamo per il No.

Renziani con Minniti (ma non tutti ). Scissione rimandata

d.p.

Guerini frena: il Pd è casa nostra. Ma in molti: se vince Zingaretti no, diventa il Pds. L’ex ministro non c’è, annuncia la corsa in settimana, forse martedì. Martina attacca l’ex leader: mai più interviste in tv alla vigilia di una direzione cruciale

Commenti

Il vertice di Palermo sulla Libia è inutile

Alberto Negri

Nessuno, tranne l’Onu, madre di tutti i fallimenti, ha intenzione di metterci il cappello sopra e presenta il piano già esposto a New York al Consiglio di sicurezza dall’inviato Ghassem Salamè. I capi veri stanno a Parigi per l’incontro Putin-Trump, a margine delle celebrazioni della vittoria nella prima guerra mondiale

Il dolore delle guerre americane ha un numero: 500mila morti dal 9.11

Emanuele Giordana

Human Cost of the Post-9/11 Wars, curato da Neta C. Crawford, docente del Department of Political Science della Boston University and Co-Director del Costs of War Project della Brown University, non tiene infatti conto delle stime dei decessi della guerra in Siria (oltre 500mila) o di altre guerre (Yemen) o conflitti minori. Il documento, che si basa su fonti aperte, guarda a quanto fatto dagli Usa nelle sue guerre, per così dire, ufficiali

Cultura

Negli imperdonabili frantumi dell’umano

Claudio Vercelli

Tra il 7 e il 12 novembre di 80 anni fa, la violenza della «notte dei cristalli». Le vittime del pogrom antisemita del Reich sono state 1500, insieme a ingenti distruzioni materiali

L'Ultima

La luminosa radicalità di Mariasilvia Spolato

Elena Biagini

Scomparsa all'età di 82 anni, nel 1972 è stata la prima in Italia a dirsi pubblicamente lesbica e questo ha determinato il suo licenziamento dalla scuola statale dove insegnava matematica. Ha partecipato a diversi percorsi per la liberazione omosessuale e ha frequentato il Pompeo Magno di Roma. Dopo aver perso il lavoro ha vissuto per strada e sui treni

Grace Paley fa parlare la scrittura, a voce alta

Elèna Mortara

«Far entrare le donne e gli uomini in carne e ossa nella lingua», e intonare l’orecchio agli accenti della strada: questi i propositi della scrittrice americana, di cui Sur ritraduce tutti i racconti

Ovidio, la dimensione altra in cui ci proietta il mito

Giuseppe Pucci

Dal precettore erotico che fece storcere il naso ad Augusto, all’«imperituro» autore delle Metamorfosi: la macchina iconopoietica che ha irradiato nei secoli la propria polifonia mediatica e stilistica

La pantomima del cacciatore finito sacrificato

Pasquale Di Palmo

Dopo la storica versione di Marmori torna, da Adelphi, Il bagno di Diana di Pierre Klossowski (1956): rivisitazione in chiave dionisiaca del mito classico, e ovidiano, del cacciatore Atteone che sorprese nuda la dea

Beckmann, gigante egotista

Giuseppe Frangi

In spazi misurati, claustrali, che sembrano stonare con la taglia «grossa» di opera e persona, l'espressionista tedesco è proposto come «dietro le quinte»

Morbelli, il divisionismo della derelizione

Rossella Mamoli Zorzi

Riuniti per la prima volta i sei dipinti della serie "Il poema della vecchiaia", presentati dall'artista alla Biennale di Venezia del 1903: la luce accarezza i poveri dell’ospizio milanese Trivulzio

Malinconia degli esuli russi al varco di una scelta politica

Massimiliano De Villa

Pubblicato nel 1919 come prima tessera di una trilogia , «In principio, confusione e paura» mette in scena uomini fuggiti dalla rivoluzione del 1905 per fondare, a Gerusalemme, un giornale sionista-socialista e una associazione di lavoratori

Gerusalemme, meta di sogni e di malinconia

Paolo Bettiolo

In due racconti dell’inizio degli anni Settanta, Amos Oz indaga l’odio per l’ebreo, le sue ragioni dal punto di vista della storia e la necessità di uno stato d’Israele: «Finché morte non sopraggiunga», da Feltrinelli