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Edizione del 07.08.2016

Primi ori e prime cadute ai Giochi di Rio 2016, dopo la festa «verde» della cerimonia inaugurale e i fischi in mondovisione riservati al presidente «golpista» Temer. Fuori dal Maracanã, la voce degli esclusi

LOTTIZZAZIONI

Rai, il pluralismo può attendere

Raffaele Lorusso

Oggi come ieri, il problema è come garantire il pluralismo dell'informazione, che non è né può essere inteso soltanto come un valore di natura commerciale, ma va tutelato per quello che è: un pilastro di ogni democrazia compiuta e matura. L'occupazione del servizio pubblico non ha niente a che fare con il pluralismo. Per questa ragione, Fnsi e Usigrai non possono tacere e, coerentemente con la loro storia, ritengono che sia giunto il momento di porre mano ad una riforma radicale delle leggi di sistema

Reportage

Che ambiente al Maracanã

Ivan Grozny Compasso

Cerimonia inaugurale all’insegna della «natureza», ma qui l’ecologia non è mai stata una priorità. Censurata la coreografia in stile "favela funk" della modella Gisele Bundchen, che nella sua forma originale includeva uno scippo. E dopo la festa la fiamma finisce in un cantiere

Road to Rio ep. 14 (video)

Ivan Grozny Compasso

Una giornata speciale, quell vissuta il giorno della cerimonia di apertura dei Giochi. La torcia che diventa fiamma, i controlli passati senza pass o biglietto, le difficoltà di chi vive nelle comunità attorno al Maracanà. Ma anche i fischi a Temer e una città ancora ritrosa a lasciarsi andare alla XXXI Olimpiade

Editoriale

L’ossimoro libico

Tommaso Di Francesco

Come dimenticare che Obama soltanto due mesi fa, in piena apertura delle presidenziali e con parole non proprio da endorsement per Hillary Clinton, aveva dichiarato, di fronte alle nuove pressioni per entrare in guerra, che gli Stati uniti avevano fatto una «figura di merda» con la guerra in Libia del 2011

Cultura

I giardini fluttuanti

Michela Pasquali

Le coltivazioni in acqua sono un’antica tradizione azteca. Oggi esistono anche isole galleggianti biodegradabili, composte da fibra di cocco. Creano habitat naturali, depurano le sponde di laghi e fiumi, proteggono specie animali e vegetali. E sono trasportabili, diventando «abitazioni provvisorie» quando si perde casa o terra

L'Ultima

Roberto Iannilli, anima ribelle sopra le vette

Domenico Perri

Il ricordo di un alpinista formidabile, tra i massimi esperti di arrampicata in Italia. Uomo gentile e generoso, idealista, comunista convinto, con un senso profondo di giustizia che lo portava a schierarsi ancora. E una grande autoironia. Epiche le sue solitarie sul Gran Sasso, dove ha lasciato tracce indelebili nelle enormi pance strapiombanti della Est del Corno Piccolo. È morto il 21 luglio scorso sulla Nord del Monte Camicia insieme al suo compagno di cordata, Luca D’Andrea