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Edizione del 06.05.2015

La scuola toglie la fiducia al governo con uno sciopero generale che non si vedeva dai tempi di Gelmini. Aule vuote e piazze piene contro il disegno di legge che sulla carta promette miliardi e assunzioni dei precari. I sindacati non ci credono e chiedono di rivedere la controriforma di Renzi

Scuola

La rivolta della scuola contro Renzi

Roberto Ciccarelli

La protesta più grande dal 2008. L’80% dei docenti ha scioperato, 500 mila persone in piazza contro il governo e il Pd. Docenti e studenti spingono i sindacati al conflitto contro la riforma della scuola. Il premier apre al confronto ma conferma la sua linea

Milano, 35 mila contro Renzi

Luca Fazio

Maestre, professori, universitari e studenti medi, una manifestazione straordinaria ha tracciato un percorso inedito per le vie della città. Tutti contro la "riforma" della scuola, tutti contro il governo del Pd

Editoriale

Lo strappo della scuola

Norma Rangeri

Se la piazza di S. Giovanni convocata dalla Cgil il 25 ottobre era stato il primo, vero strappo tra Renzi e una larga parte degli elettori del Pd rappresentata dal sindacato e dal largo mondo del precariato, le piazze piene contro la «buona scuola» rappresentano il secondo grande solco tra il governo e l’immensa fabbrica della scuola pubblica

Scuola

Istruzione pubblica, perché è una rivolta

Anna Angelucci

Se passa il ddl Giannini la scuola della Costituzione è finita. È finita la libertà di insegnamento e, con essa, la libertà di apprendimento. È finita la scuola che abbiamo conosciuto e che ci ha trasformato in cittadini della Repubblica italiana, dell’Europa e del mondo. La preoccupazione è fortissima e giustificata, non è frutto di un opinabile immaginario apocalittico

«Pronti a bloccare gli scrutini»

Massimo Franchi

Piazza del Popolo piena e «corale»: tante famiglie, studenti e precari. La pax sindacale fra confederali e autonomi. Pantaleo: ci chiama squadristi, Giannini si dimetta

Politica

Italicum, la legge che c’è solo se serve

Andrea Fabozzi

Mattarella pronto a firmare l’Italicum: un sistema sospeso che può valere come minaccia. Tanti scenari possibili: in caso di crisi anticipata la riforma potrebbe essere «risvegliata». Per gli avversari è più facile la via della Consulta che il referendum. Ma è una strada lunga

Lavoro

Era Renzi, le tute blu tornano sui tetti

Adriana Pollice

Il negoziato a Roma si complica e a Caserta i lavoratori si barricano per protesta: «Non ci cancellerete». Nel sito campano lavorano 2 mila persone. Marchio storico, la Indesit è nata 50 anni fa dopo che la Fiat ha abbandonato la produzione di frigo

Europa

Atene nel Grimbo

Anna Maria Merlo

Appello di Attac, mentre Bruxelles lascia la Grecia cuocere a fuoco lento, un Limbo che dovrebbe spingere Tispras ad accettare l'aut aut del Brussel Group. Varoufakis ieri a Parigi e Bruxelles, oggi a Roma, venerdi' a Madrid. Oggi la Bce decide sull'Ela. Il 12maggio scade un rimborso di 760 milioni all'Fmi, ma all'Eurogruppo dell'11 nessuno si aspetta una soluzione

Benjamin sul confine tra lavoro e amore

Fabrizio Denunzio

Il testo di Maurice de Gandillac costituisce il primo confronto della filosofia francese con l’autore dei «Passages». Emergono temi che lo collocano nel solco della riflessione contemporanea sulla società del rischio

PALESTINA, INTERVISTA A AYHAM AHMAD

Buongiorno in musica a Yarmouk

Jacopo Intini

Ayham Ahmad è diventato famoso suonando il suo pianoforte in strada nel martoriato campo profughi alle porte di Damasco. Ora lo strumento è andato distrutto, ma nella musica lui ha trovato quella libertà che di solito viene negata ai palestinesi

Berlusconi-Murdoch, poltrona per due

Vincenzo Vita

In breve: guai a considerare concluso il ciclo berlusconiano. Ammaccato nelle cose della politica, ma lesto negli affari, Berlusconi pare orientato a ridisegnare le sue mosse imprenditoriali, verso una presenza multipolare e un riassetto del capitale

Commenti

Ci vuole una seconda Riforma Agraria

Tonino Perna, Alfonso Gianni

La spinta che viene dai migranti è un’occasione storica per far rinascere una parte rilevante del nostro paese destinato all’abbandono e al degrado