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Edizione del 04.08.2019

Una «baby gang» seriale dietro la strage alla discoteca di Corinaldo. Arrestati sei ventenni di Modena. Agivano nei fine settimana nel centro nord e anche all’estero. Lo spray al peperoncino come arma per rapinare giovani

GROENLANDIA

Scioglimento record della calotta polare con gli incendi artici

Rachele Gonnelli

In un solo giorno, il 31 luglio, sciolti 10 miliardi di tonnellate d’acqua e il 56% dei ghiacci della Groenlandia si è assottigliato di 1 millimetro. E 197 miliardi di tonnellate di acqua salina si sarebbero riversate nell’oceano Atlantico nel passato mese di luglio per lo scioglimento dei ghiacciai

Reportage

Il ritorno a casa dei foreign fighters

Alessandra Briganti

Dushi era uno dei 400 miliziani partiti dal Kosovo per andare a combattere in Siria. Oggi la sua famiglia lotta contro il marchio del terrorismo islamista, mentre Pristina - con l’aiuto della Ue - è alle prese con il difficile reinserimento dei reduci radicalizzati

Brevi dal mondo: Sudan, Porto Rico, Hong Kong

Red. Esteri

Accordo definitivo tra opposizioni e giunta militare sudanesi: democrazia ibrida. A Porto Rico il governatore si dimette, ma nomina il suo successore. Nonostante le minacce dell'esercito cinese, i manifestanti scendono in piazza a Hong Kong

Cultura

L’ombra dell’apartheid nel noir del nuovo Sudafrica

Guido Caldiron

Intervista alla scrittrice di lingua afrikaans, interprete e testimone delle trasformazioni della cultura locale. «I nostri padri» (e/o), propone una drammatica immersione nelle contraddizioni irrisolte del paese. L’ispettore Beeslaar (bianco) e il sergente Ghaap (nero) fronteggiano la violenza tra Soweto e Stellenbosch

Chlebnikov cerca editore per esplosioni egosemantiche

Velimir Chlebnikov, Mario Caramitti

L’inventore della «parola in quanto tale», il futurista che vuole squassare l’anima dei fonemi e il ventre della morfologia, scrive al musicista e pittore Michail Matjušin, che ha appena fondato la casa editrice Zuravl’. Qui, tra il 1910 e il 1918, pubblicherà una ventina di volumetti, tra cui i più celebri almanacchi dell’avanguardia, illustrati da Malevic, Larionov, Gonciarova

Da Buenos Aires, l’ignoto polacco Gombrowicz

Józef Czapski e Luca Bernardini

Pittore e scrittore, Czapski aveva cofondato la rivista «Kultura» e la casa editrice Instytut Literacki, riferimenti dell’emigrazione polacca. Di Gombrowicz, incontrato a Varsavia, disse che voleva vederlo «nudo, davanti al vuoto»

Péter Szondi, una difesa del tragico nella lingua dei carnefici

Péter Szondi e Luca Crescenzi

L’ebreo ungherese Péter Szondi, che la «Teoria del dramma moderno» aveva consacrato come critico tra i più originali, si batte per riportare alla coscienza tedesca ciò che anche i suoi esponenti più lungimiranti, tra i quali il direttore della Suhrkamp Sigfried Unseld, si ostinano a ignorare

Mawell Perkins alle prese con l’eccesso visionario di Thomas Wolfe

Thomas Wolfe, Maxwell Perkins, Luca Briasco

Frammenti del sodalizio tra Thomas Wolfe e il celeberrimo editor Maxwell Perkins, che intuì dietro la scrittura strabordante del romanziere americano un grande talento da governare. L’esplosione di parole venne incanalata, l’anarchia trovò un disegno, ma insieme alla gratitudine dello scrittore cresceva il risentimento

Becker a Heidegger, distrutti gli assunti della coscienza

Oskar Becker e Romano Mádera

A metà degli anni Venti, molto precocemente interessato alla psicoanalisi, Oskar Becker non solo riconosce il genio di Freud, ma indica a Heidegger la necessità di applicare le dinamiche psichiche alla «psicogenesi» di ogni filosofare

Thomas Bernhard a Sigfried Unseld: mi ha preso per uno scribacchino?

Thomas Bernhard, Massimiliano De Villa

Entrato nel 1968 a far parte di quella che George Steiner definirà «cultura Suhrkamp», Thomas Bernhard indirizza all’editore cinquecento lettere degne delle più burbere tra le sue figure d’invenzione, in cui esige, minaccia, rifiuta di firmare, lamenta di essere pagato meno del vicino che lavora in una cava di ghiaia

Kurt Weill a Adorno: i tuoi sono riflessi di una ideologia datata

Kurt Weill e Oreste Bossini

Tra il compositore e il filosofo, entrambi emigrati in America, i già delicati equilibri personali erano appesantiti dalle tensioni interne all’emigrazione tedesca. Quando Adorno scrisse a Weill perorando la causa di Brecht, e sostenendo che l’«Opera da tre soldi» andava aggiornata e affidata a jazzisti neri, il musicista sentì svilito il proprio lavoro

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