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Editoriale

E’ tempo di cambiare

Sinistra. Da tempo che non si vedeva tanta gente riunita per discutere e confrontarsi sulle ragioni e sul futuro possibile di una forza politica, non solo di opposizione al renzismo dominante e al blocco di centrodestra che cerca di riorganizzarsi

La sinistra italiana c’è. E ha iniziato il suo viaggio in un luogo aperto al popolo di sinistra. Era da tempo che non si vedeva tanta gente riunita per discutere e confrontarsi sulle ragioni e sul futuro possibile di una forza politica, non solo di opposizione al renzismo dominante e al blocco di centrodestra che cerca di riorganizzarsi. Perché quello che abbiamo sempre promosso e auspicato è la volontà di far incontrare e unire più voci, più organizzazioni, più aggregati sociali in grado di proporre e di costruire un’alternativa credibile, forte, convincente «di governo».

Lavoro garantito nei diritti e nel reddito; welfare; scuola pubblica; immigrazione come risorsa culturale e economica; ecologia per lo sviluppo sostenibile; sobrietà nello stile politico; assistenza sanitaria universalistica. Sono alcuni dei temi al centro dell’incontro di Sinistra italiana, essenziali e costituenti di un programma diverso per il Paese.

Ritrovare insieme storie e anime della sinistra, da Sel ai fuoriusciti del Pd, agli esponenti di «Altra Europa per Tsipras» è per il manifesto cosa buona e giusta. Quando abbiamo lanciato il dibattito «C’è vita a sinistra» credevamo nella sua utilità e speravamo nel suo successo. Vedere il nostro supplemento, che raccoglie gli interventi e le lettere arrivate in redazione, in mano a tutte le persone riunite nel gremito teatro romano ci conforta. È uno stimolo in più perché il nostro giornale diventi un saldo punto di riferimento politico-giornalistico per chi si riconosce in un progetto alternativo.

L’unico limite tangibile, e visibilmente, era la scarsa presenza giovanile. Non bastano i politici di professione, gli intellettuali, i militanti di un tempo per rendere concreta un’idea così ambiziosa. Se dovessi dare un suggerimento per le prossime iniziative è questo: pensiamo alle nuove generazioni, puntiamo sul loro coinvolgimento e sul loro protagonismo. Anche perché il ricambio può essere un anticorpo al verticismo dei gruppi parlamentari che adesso uniscono le loro energie. Oltretutto un ampio contributo di giovani può aiutare a modificare e arricchire il linguaggio e le forme di comunicazione.

Alcuni esponenti della maggioranza reagiscono con un sorriso di sufficienza all’uscita dei dirigenti del Pd e a iniziative come quella di ieri. Ma dimenticano, o non vogliono vedere, che questa è un’epoca di cambiamenti. E, come già scritto, quello che abbiamo visto ieri non è che l’inizio di un cambiamento.

  • Giovanni Nasi

    l’importante e’ crederci….AHAHAHAHAHAHAHA

  • Giovanni Nasi

    continuate pure a parlare di fassina invece che di Mattiello. QUesto vi qualifica.

  • MarcoBorsotti

    Premesso che non é soltanto urgente, ma urgentissimo trovare una presenza politica che sappia dar voce a tutte le istanze della sinistra, quelle stesse elencate nell’articolo, mi pare che per aver successo, ossia per riuscire a raccogliere più del 20/25 per cento dei suffragi, ossia per ambire ad essere se non la prima, almeno la seconda forza politica nel paese, ci vogliano radicamento nei centri di produzione, nella scuola, nei movimenti per confrontarsi con la base e con loro disegnare il programma di governo che si intenda realizzare, e, non meno importante, un ricambio dei quadri dirigenti per trovare donne e uomini che siano reale rappresentanza di questa base; ci voglia una strategia per far conoscere al pubblico in generale il programma che si intende portare avanti, quindi sia necessario essere presenti in tutti gli appuntamenti di lotta e di protesta perché coloro che non vogliono la continuazione delle politiche neo-liberiste vedano che esiste una capacità organizzativa che intende portare le loro istanze in Parlamento per approvare leggi che siano concepite per risolvere i loro problemi e cancellare quelle che li acuiscono; sia necessario trovare canali informativi alternativi perché televisioni e giornali non daranno spazio. Infine, concordo appieno con la necessità di trovare forme per parlare con i giovani che sono indispensabili per portare avanti questo programma.

  • Francesco

    Quanti editoriali come questi scrive la Direttrice ogni anno? Una decina? Prima tutti pazzi per Tzipras, poi tutti con Civati e Landini, ora tutti con Fassina (e di nuovo il solito immancabile Vendola). Ogni volta l’annuncio di grandi cambiamenti di scenario, anche se non si intravede lo straccio di un’idea che non sia la ormai frusta e fumosissima lamentela contro il neoliberismo, la globalizzazione e l’austerity.
    Moltissimi luoghi comuni e poco studio su come far funzionare il mondo, dentro o fuori dagli attuali paradigmi. Non è vero? Leggete qua: “Lavoro garan­tito nei diritti e nel red­dito; wel­fare; scuola
    pub­blica; immi­gra­zione come risorsa cul­tu­rale e eco­no­mica;
    eco­lo­gia per lo svi­luppo soste­ni­bile; sobrietà nello stile
    poli­tico; assi­stenza sani­ta­ria uni­ver­sa­li­stica. Sono alcuni dei
    temi al cen­tro dell’incontro di Sini­stra ita­liana, essen­ziali
    e costi­tuenti di un pro­gramma diverso per il Paese”.
    Si vendono dei titoli come se fossero progetti politici, da comprare a scatola chiusa. Si parla solo della scatola, di chi l’ha fatta, di che colore è e cosa c’è intorno. Mai di quello che c’è dentro e che cosa ci si può fare. Poi invariabilmente si scopre, dopo le elezioni, che la scatola era vuota (vedi europee).
    Questo giornale dovrebbe cambiare testata e chiamarsi “Lo Slogan”, abbandonando il patetico riferimento al comunismo: non fa che esaltare l’abisso che esiste tra la pochezza dei contenuti del foglio ed una idea politica rivoluzionaria fondata su uno degli studi più autorevoli ed approfonditi della storia del pensiero contemporaneo.

  • Alfredo

    Una forza di sinistra italiana che si oppone seriamente alle politiche liberiste europee è già qualcosa!

  • fabnews

    se il rilancio della sinistra italiana deve andare assieme a Tsipras (cosa ‘buona e giusta’ secondo questo editoriale, come a messa) , mi sembra logico che di giovani se ne vedano gran pochi….
    A Tsipras e ai discorsi da preti, la gioventù’ non ci crede più’….

  • Battista SXT Vennherba

    Di soggetti politici eurexit se ne trovano fin troppi. Hai l’imbarazzo della scelta.

  • RossoVeneziano

    Condivido ogni parola.

  • fabnews

    ma cosa c’entra l’eurexit??? Io sto parlando della necessita’ di una sinistra autentica e soprattutto atea…
    Non si va da nessuna parte con le psico-pseudo sinistre alla Tony Blair o peggio ancora alla Tsipras, che si dichiara ateo ma sulla sua web-page personale ancora espone la foto del papa…

  • Maurizio Goretti

    Sapete perché non c’erano giovani , perché siete partiti con una cosa che più che rossa sapeva di vecchio di vecchiume… Bella ciao … Pugni alzati … Tanti capelli bianchi … Terrorizzati di essere chiamati amici da Fava e arrabbiatissimi desiderosi di essere chiamati “Compagni ! ” Dove é quindi il cambiamento di cui parla la direttrice ? Ci voleva gente nuova per poter parlare di cambiamento e ho visto solo facce vecchie …C’é stato un errore di organizzazione e di comunicazione pazzesco. Sapeva più di nuovo Sel che questa roba presentata sabato. Sa tutto terribilmente di vecchio e ridicolo .. un risicato 4 – 5 per cento che non conterá nulla …. Peccato é stata persa un occasione è ora sará molto difficile rimediare all’errore …

  • Battista SXT Vennherba

    Ci vuole una sinistra moderna, al passo coi tempi e quindi anche capace di accorgersi che il Papa sarebbe oggi il più a sinistra nel parlamento italiano. Quello che cerchi tu già c’è: PCL, PC, PdAC, LC, PMLI…

  • fabnews

    ma guarda che sono proprio i preti quelli che dettano legge anche alla più’ sinistra del parlamento….. ma non per fare cose di sinistra, semplicemente per farla rimanere sottomessa…
    E’ quello il problema dell’Italia. Ma sono in pochi ad ammetterlo.
    Se poi tu mi vieni a dire che c’e’ bisogno di accorgersi di quello che fa il papa (o meglio ‘dice’), forse dovresti postare i tuoi commenti sull’Avvenire o sull’Osservatore….

  • Battista SXT Vennherba

    Quindi il problema dell’Italia è che, in parlamento, la sinistra socialdemocratica (l’unica rimasta in parlamento perché i comunisti sono rimasti fuori con le elezioni) è parassitata dalla lobby dei preti (immagino che volessi dire vescovi e cardinali). A me invece pare che il cattolicesimo sia sempre di più una dottrina ininfluente sotto tutti i punti di vista. Sono ben altre le divinità della nostra società.

  • fabnews

    Si e’ vero che il fenomeno chiesa/religione si sta finalmente auto-estinguendo: i preti sono ormai estinti.
    Purtroppo ci sono ancora troppi giornalisti e politici che pretendono di creare o sostenere movimenti che hanno come fine solo quello di mantenere vivo il potere delle caste. I peggiori di tutti in Italia al momento sono Grillo e i grillini, ma vediamo cosa riescono a mettere in piedi i vari Vendola, e Civati, ecc. per continuare in questa missione salva-caste….

  • il compagno Sergio

    Il manifesto continua a proporre dei contenuti, tramite il quotidiano e gli allegati (da Sbilanciamoci a Le Monde Diplò).
    Un dibattito è stato aperto sulle pagine del giornale, proprio intorno a contenuti e forme organizzative della sinistra.
    I contributi pubblicati dal manifesto vengono da personalità direttamente impegnate politicamente, come da sociologi, storici, economisti, giuslavoristi, esperti delle scienze ambientali, ecc.
    Se poi te il manifesto non lo leggi, o leggi solo i titoli (o ti limiti alle immagini?) questi sono affari tuoi.
    Da quello che hai scritto dai l’impressione di non aver nemmeno letto l’articolo: Norma Rangeri non sta vendendo nessuna scatola, ma prende atto, con soddisfazione, della partecipazione importante del popolo di sinistra a certe iniziative.
    Punto.
    Il resto sono vaneggiamenti tuoi e del tuo amico Rosso Veneziano.

  • Max lo scettico

    A quanto pare se si hanno i capelli bianchi non si può partecipare alla rifondazione della sinistra.
    Prendo nota anche del fatto che il pugnochiuso è ormai vecchiume.
    Per aspirare legittimamente, da sinistra,alla carica di primo ministro immagino che i criteri qualificanti sono: essere giovani, con un gran naso, tanti nei e aborrire il pugnochiuso (che è vecchiume)

  • Francesco

    Ma a cosa serve aprire duecento dibattiti sempre con le stesse persone che dicono sempre e solo le stesse cose da cinquant’anni? Ma che i contenuti della sinistra ce li deve venire a dire gente che ha votato le riforme della fornero e della boschi? Tra il “popolo della sinistra” c’era anche gente come La Malfa. Ci dobbiamo far indicare la direzione da questi qui, che hanno comandato per decenni e sono alla fine di percorsi politici costellati di cambi di rotta ed errori madornali?
    E a proposito di contenuti, oggi Fassina ha già detto che farebbe un’alleanza elettorale con il M5S, dandosi una fucilata nei piedi a soli due giorni dal lancio del progetto.
    Il diplo fai bene a citarlo perchè è l’unica cosa rimasta leggibile, di qualità. Una volta al mese. Una traduzione, peraltro disponibile gratis in inglese su internet.
    Avanti così compagno, oltre la frontiera del 2%!

  • http://www.ilmanifesto.info/ il manifesto

    La Malfa era in platea in mezzo alle persone (forse sta promuovendo un libro? chi può dirlo)

  • http://www.ilmanifesto.info/ il manifesto

    Mi sa che il manifesto non lo leggi. I giornali-trombettieri di poteri e partiti sono altrove. Forse sei abituato a questi e sei un po’ disorientato.

  • Maurizio Goretti

    ok ok tieniti il pugno chiuso i capelli bianchi e l’inutilità del tuo nuovo partitino del 4%

  • Francesco

    Ho letto il manifesto fino a quando ne è valsa la pena. Poi ho smesso.
    Ora sono abbonato al financial times. Sarà forse un giornale-trombettiere dei poteri ma come lei sa bene non c’è nessun altro giornale in circolazione che offra una analisi dei fenomeni con lo stessso grado di approfondimento. Poi sono lettore quotidiano di counterpunch, del le monde e di tutto quello che mi aiuta a mettere le informazioni nella prospettiva che interessa a me.
    Di tanto in tanto sbircio sul sito del manifesto e devo ammettere che si, sono davvero disorientato: non capisco quale sia contributo che il giornale dà alla causa del comunismo.

  • Francesco

    Esatto. Tra il popolo della sinistra che “c’è”, secondo la Direttrice, che ha scritto un articolo intitolato “è tempo di cambiare”. Non riuscite a cogliere l’ironia?