closefacebookgpluslinkedinmailphotosearchsharetwitterwhatsapp
Internazionale

Dopo le stragi, la guerra di Biden alle armi è tornata

Stati Uniti . Le promesse della campagna elettorale si concretizzano: raffica di ordini esecutivi. Per il presidente l’ostacolo è il fuoco amico del senatore centrista Manchin 

Sostenitori armati di Donald Trump nello stato di Washington durante le proteste dello scorso gennaio

Sostenitori armati di Donald Trump nello stato di Washington durante le proteste dello scorso gennaio

Joe Biden ha annunciato una raffica di ordini esecutivi riguardanti il controllo delle armi, inclusi l’introduzione di normative per le cosiddette «armi fantasma» (armi da fuoco assemblate in casa prive di numeri di serie e più difficili da rintracciare), il bando dei dispositivi che trasformano le pistole in fucili a mezza canna e la nomina di David Chipman, da sempre sostenitore delle politiche per il controllo delle armi, come capo dell’Ufficio per la regolamentazione di alcol, tabacco, armi da fuoco ed esplosivi. Queste le prime azioni sostanziali della presidenza Biden riguardo le armi, una delle massime priorità democratiche diventata ancora...

Per continuare a leggere,
crea un account gratuito

Registrati

Hai già un account? Accedi