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Politica

Dopo i cortei sotto le Due Torri, in tre a processo. Ma a Salvini non basta

Bologna. Liberati i manifestanti che andranno a giudizio per direttissima. Il leader della Lega: «La giustizia italiana mi fa schifo»

«Questa è la mia città, io non mi muovo da qui». Due del pomeriggio, Piazza Maggiore. La polizia tenta di allontanare un gruppo di manifestanti antirazzisti arrivati alla spicciolata per contestare la Lega e, tra balli e canti, urlare che «Bologna è meticcia». Quando gli agenti avanzano con scudi e manganelli, i presenti alzano le mani, poi danno vita a un festoso sit-in con tamburelli e copie della Costituzione in bella vista. E’ stato un «no» a Salvini corale e eterogeneo, quello di domenica sotto le Due Torri: dai grandi cortei antifascisti alle feste di piazza con dj set, fino...

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