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Editoriale

Distruzione italiana

Senza parole. C’è un problema in questo Paese? E come si risolve? Combattendo l’ evasione fiscale, con un prelievo dalle pensioni più che d’oro? Certo che no.

Si risolve mettendo le mani nelle tasche dei poveri cristi. Non ci si può credere. Nelle tasche degli insegnanti. Quelli che le tasse le pagano sul serio, quelli che ogni giorno fanno il loro lavoro, occupandosi con l’impegno e la passione di sempre, dei nostri figli e nipoti. Magari da precari, magari viaggiando ogni giorno in treni sgarrupati o in macchine forse datate, raggiungendo posti impervi e lontani. Il tutto a loro spese e per stipendi fermi da anni. E senza un minimo di riconoscimento umano e sociale. Quelli che aspettano pazientemente che vengano loro riconosciuti i diritti maturati, gli scatti di anzianità o altre parole ormai vuote di significato come vacanza contrattuale e così via…

Non bastava che la scuola italiana avesse pagato un prezzo altissimo, 8 miliardi e mezzo di euro nell’era gelminiana/tremontiana. Risparmio forzoso anche quello che ha comportato riduzione del tempo scuola, impoverimento della sua proposta culturale, riduzione delle esperienze di qualità e determinato il più grande e silenzioso licenziamento di massa, gli insegnanti precari a cui non veniva rinnovato il contratto. E che ha significato soprattutto cancellazione di almeno 180.000 posti di lavoro, posti persi per sempre. Le statistiche europee ci dicono che gli insegnanti italiani sono i peggio pagati d’Europa e anche i più anziani, visto che Fornero ha deciso di sostituire al prototipo dell’insegnante mamma l’insegnante nonna.

Avevamo sperato che il timido tentativo della ministra Carrozza con l’ultimo decreto sulla scuola potesse essere il segnale di un’inversione di tendenza. Pensavamo che alla scuola italiana si potesse ricominciare a restituire il maltolto. E ancora una volta ci sbagliavamo. Con la sortita del ministro Saccomanni è paradossalmente agli insegnanti che si pretende di togliere il maltolto, quel diritto negato per anni e maturato nel 2013 che adesso dovranno restituire mensilmente, con 150 euro al mese di prelievo forzoso.

Qualcuno del governo minaccia dimissioni, qualcun altro chiede le dimissioni di Saccomanni, forse neppure Tremonti era arrivato a tanto. Un modesto consiglio: vergognatevi e se ce la fate dimettetevi tutti.

  • Federico_79

    un articolo molto bello

  • carlo

    Questo paese non ha futuro, la cosa mi preoccupa molto, ho una figlia all’ultimo anno di medicina, sarà costretta ad andare all’estero.

  • Claudio HH

    … e sarà la sua fortuna!

  • Aloisi Mariagrazia

    bravi, finalmente qualcosa di vero perchè nei tg si sente parlare di ” scatti non dovuti” invece erano dovuti eccome, dopo che avevano subito un blocco di quattro anni e dopo che sono stati dati a fronte di una notevole riduzione del fondo d’ istituto

  • RectorSith

    Se fossi in lei non mi preoccuperei più di tanto, anche se ovviamente la capisco. Sua figlia è stata tanto brava da scegliere una professione per cui in Italia ancora ci si prepara molto bene, e soprattutto internazionale. Andando all’estero costruirà le basi per una bella vita. Vivo all’estero e conosco diversi medici italiani.
    Sono, purtroppo, altri quelli che mi preoccupano

  • Marco Scalisi

    Nei “poveri cristi” ci sarebbero pure gli operai, e tutti i lavoratori dipendenti con il prelievo diretto in busta paga…ed è da un pò di tempo che ci mettono le mani in tasca…
    a mille euro di salario…

  • Mauro Candiloro

    Vorrei sottolineare un altro punto indicato dall’editorialista: gli insegnanti italiani restano i meno pagati d’Europa! Trovate giusto che io, insegnante di italiano all’estero al quarto anno di carriera, guadagni quanto una collega italiana di mia conoscenza, dietro la cattedra da quindici anni? E tengo a precisare che qui in Francia noi insegnanti ci consideriamo malpagati; basti pensare che qui vent’anni fa un insegnante percepiva un salario equivalente a due volte il reddito minimo garantito dalla legge (altro tema…), mentre oggi il rapporto si ferma a 1,4 volte.

  • Marco Mascellani

    il solito articolo lamentoso…ma xche’, visto che non c’e’ un euro, non si dice come recuperare risorse? e’ chiaro che prendere dei soldi dagli stipendi puo’ andare bene quando si prendano dai ricchi, ma un vero e proprio piano generale x recuperare un centinaio di miliardi non c’e’, ma si potrebbe ideare, solo che si volesse…invece tutto tace…..

  • Marta Dehò

    MINISTERO DELLA PUBBLICA DISTRUZIONE….CHE DISASTRO! Sì, occorre che si dimettano in molti in questo Governo PASTICCIONE… (soldi dati e subito pretesi in restituzione agli insegnanti…bonus maturità dati, poi tolti il giorno dell’esame, poi ridati in parte, poi ritolti per sempre…..tasse IMU, TASI, TARSE o chissà mai quale tassa verrà…..e TANTO ALTRO di simil natura, mai certo, e men che mai equo…..e sempre meno all’istruzione, alla tuela del patrimonio artistico, culturale, territoriale, ambientale e, of course, alla ricerca

  • Carlo

    Mi scuso per il ritardo, ma volevo ringraziarla per le sue delucidazioni, sapere che andare all’estero è una grande opportunità mi solleva molto.