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Reportage

Diritti a Sunset Park, dove è la polizia a essere «Wanted»

New York. Un’alba di pattuglia con gli attivisti di NYC ICE Wìatch, per impedire gli abusi dell’agenzia federale anti migranti irregolari, che nelle cosiddette «città santuario» non esita a operare sotto mentite spoglie per aggirare la legge. Una linea attiva 24 ore su 24 riceve segnalazioni, foto e video di elementi ritenuti «sospetti». Sempre pronto a intervenire, Chris confida nel fatto che essere bianco lo protegga. «Almeno lo spero»

Agenti dell’ Immigration and Customs Enforcement (ICE), l’agenzia federale anti migranti, in azione

Agenti dell’ Immigration and Customs Enforcement (ICE), l’agenzia federale anti migranti, in azione

Sono le 5 del mattino di un giovedì qualunque a Sunset Park, Brooklyn. Piove. Chris, un uomo alto e robusto, con una barba color rame che gli spunta da sotto la mascherina, è il primo ad arrivare. «Sei qui per la pattuglia?», chiede. «Sì», rispondo. Da lì a poco arrivano quattro uomini e una donna, tutti sulla ventina tranne uno, che sembra il capo. Parlano in inglese ma hanno origini messicane. Iniziano a darci istruzioni. «Cercate auto di produzione statunitense, con i finestrini oscurati», dice Jorge Muniz-Reyes, uno dei fondatori del gruppo. «Se notate qualcosa di strano, segnalatelo sulla chat...

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