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Economia

«Dignità», prima legge M5S ma non taglia con il Jobs act

Palazzo Madama. Il decreto varato ieri dal Senato. Il quadro non cambia, cifre modeste e voucher estesi. Surreale scenetta dei senatori Pd con cartelli «meno 8 mila contratti», la stima di Boeri

Le congratulazioni di Conte a Di Maio per il definitivo passaggio in aula del decreto dignità

Le congratulazioni di Conte a Di Maio per il definitivo passaggio in aula del decreto dignità

Con 155 sì, 125 no e un astenuto il Senato ha approvato in maniera definitiva un provvedimento dal titolo simbolicamente evocativo e politicamente contraddittorio: il «Decreto dignità». Avrebbe dovuto «riscrivere» («licenziare») il Jobs Act, mentre si limita a una manutenzione dei contratti a termine dagli esiti incerti. Avrebbe potuto cambiare le norme sul demansionamento o sul controllo a distanza, ripristinare (e aggiornare) l’articolo 18, ma continua a monetizzare i diritti dei lavoratori aumentando gli indennizzi per i licenziamenti illegittimi finanziati con una manovra sul «prelievo unico sui giochi» (Preu). Il “cambiamento” avviene nel quadro stabilito dal Pd nella scorsa legislatura....

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