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Alias Domenica

Diderot, semiologo di fede illuminista, affida l’arte a strategie retoriche

Tra parole e immagine. Scritti tra il 1759 e il 1781 per la rivista «Correspondance littéraire, «I salons» comparvero senza immagini: sono concepiti infatti, ha scritto Starobinski, per chi sa gustare le strategie del discorso

Scarpe femminili, 1700 ca.

Scarpe femminili, 1700 ca.

Quanti di noi, tecnicamente disarmati anche se appassionati melomani, si sono sentiti frustrati compitando a fatica raffinate analisi musicologiche o, viceversa, ritirandosi esasperati dalle chiacchiere a ruota libera sui sentimenti suscitati da una sinfonia di Beethoven o da un preludio di Chopin? Qualcosa di simile avviene con la critica d’arte, anche se, quando si ha a che fare con l’arte rappresentativa (cioè che mostra qualcosa di nominabile), sembra più facile tradurre in parole il significato di un dipinto e l’imbarazzo della chiacchiera è più frequente. Mikel Dufrenne, nella Phénoménologie de l’expérience esthétique, ha enunciato una sorta di teorema: «il coefficiente...

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