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Editoriale

Di nuovo al buio

L’Italia commissariata da un governo tecnico, la destra che torna con ministri e figure del passato: il manifesto, oggi, si prepara a celebrare il suo 50esimo compleanno lottando ancora una volta per garantire un’informazione libera e dare voce a chi non ce l’ha.

La nostra storia è stata costellata di ostacoli. Privi di grossi capitali e protezioni politiche. Incapaci di adeguarci alle mode di massa e al consenso facile.

Il 2021 è per noi l’anno dei grandi cambiamenti.

L’obiettivo? Incontrare e far incontrare chi ci legge.

Nuovi prodotti editoriali, un’intelligenza artificiale open source che valorizza la memoria collettiva del nostro archivio, dibattiti in diretta, un social network interno dedicato ai lettori e campagne di crowdfunding per sostenere progetti e iniziative nel sociale.

Continueremo ad illuminare ciò che è al buio, anche lontano dai riflettori.

Lo faremo con rinnovata consapevolezza, perché sappiamo che il manifesto è tante cose: ecologista, femminista, antirazzista, eretico (comunista dalla nascita) e spesso difficile.

Non abbiamo paura del buio, siamo abituati a resistere, e oggi, mentre molti si rintanano nel privato vinti dall’angoscia, chiediamo a tutti lettori di divenire membri attivi sottoscrivendo una delle due nuove formule di abbonamento.

Se stai leggendo questo articolo fai già parte dell’incredibile community del manifesto.

È il momento di uscire dal buio.

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