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Visioni

Denis Côté: «I miei fantasmi in un paese di ordinaria xenofobia»

Cinema. l regista, ospite di Science+Fiction Festival, parla del suo film «Ghost Town Anthology» visto a Berlino 69

Una scena da «Ghost Town Anthology»

Una scena da «Ghost Town Anthology»

In tempi in cui la sceneggiatura è una forma di ossessione, se non quasi una dittatura, dove solo il plot, lo script, i dialoghi, l’azione contano, c’è ancora chi, ostinatamente, si prende la libertà di credere nelle immagini, nel paesaggio, nei volti degli attori e nelle atmosfere. E solo attorno a quelle, con piena fiducia, costruisce un film. Per giunta (ma non è una regola) girando in sedici millimetri, lasciando intatte le imperfezioni, la polvere, desaturando al massimo il colore alla ricerca di un senso di evanescenza. Provando a costruire un universo, un immaginario. Facendo, insomma, del cinema. Per la...

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