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Cultura

Della lucidità e della sua ferita

ITINERARI CRITICI. «Bianco è il colore del danno», di Francesca Mannocchi per Einaudi. Il libro della giornalista racconta il suo corpo a corpo con la sclerosi multipla e un presente che muta di segno. Un lungo e denso percorso, personale e politico, interroga il significato della malattia e decostruisce alcuni luoghi comuni tra cui la colpa, la vergogna e la docilità. Infanzia, maternità, famiglia, molti i riferimenti letterari e poetici resi dall’autrice in una lingua autentica e pulsante

Francesca Mannocchi - foto LaPresse

Francesca Mannocchi - foto LaPresse

Ha il tenore del verso poetico il titolo dell’ultimo libro di Francesca Mannocchi, Bianco è il colore del danno (Einaudi, pp. 207, euro 17,00), in cui prende parola sulla propria malattia, la sclerosi multipla. Ne ha scritto per la prima volta pubblicamente nel luglio del 2018 dalle pagine de L’Espresso in cui consegna importanti servizi; gli intensi reportage, anche televisivi, dalla Libia dall’Iraq dalla Siria o quelli più recenti dalle Rsa durante la pandemia, non sarebbero stati uguali se Mannocchi, 39 anni, fosse arrivata alla professione giornalistica priva dell’attaccamento appassionato alle parole con cui invece si misura da tempo, sia...

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