closefacebookgpluslinkedinmailphotosearchsharetwitterwhatsapp
Alias Domenica

Dalla pittura all’oreficeria, la bellezza della stagnazione

Settecento romano. Caleidoscopio di stili e linguaggi, la scena artistica a Roma 1700-1758, già riabilitata da Anthony Clark e Stella Rudoplh, è al centro del volume "La grande bellezza" (Silvana), catalogo di una mostra a venire, al Musée Fesch di Ajaccio

Marco Benefial,

Marco Benefial, "Ritratto della famiglia Quarantotti" ("La famiglia del Missionario"), 1756, Roma, Palazzo Barberini

«Due degli ultimi grandi pittori di quel paese (l’Italia), intendo Pompeo Batoni e Raphael Mengs, per quanto grandi possano suonare i loro nomi alle nostre orecchie oggi, cadranno molto presto al rango dell’Imperiali, Sebastiano Conca, Placido Costanzi, Masucci; i cui nomi, sebbene altrettanto rinomati ai loro giorni, sono ora caduti in qualcosa di molto simile a un completo oblio». Così Joshua Reynolds, nel 1788, profetizzava la già imminente sfortuna critica di un’intera scuola che, partendo da Maratti, era fiorita a Roma nella prima metà del Settecento e aveva avuto come epigoni Batoni e Mengs. Sebbene da tempo in stagnazione economica...

Per continuare a leggere,
crea un account gratuito

Registrati

Hai già un account? Accedi