closefacebookgpluslinkedinmailphotosearchsharetwitterwhatsapp
Italia

Dal Vajont al ponte Morandi, giustizia per le stragi del profitto

La ricorrenza. A Roma la protesta dei comitati delle vittime dei disastri ambientali e sul lavoro

Famigliari della vittime della Moby Prince

Famigliari della vittime della Moby Prince

La chiamarono, in modo sprezzante, la Cassandra del Vajont. Invece, Tina Merlin, coraggiosa e inascoltata giornalista de L'Unità, che per prima denunciò i rischi della mega-diga, aveva ragione. E il suo appello, scritto all'indomani della madre delle stragi – verificatasi, con quasi 2 mila morti, il 9 ottobre del 1963 tra Veneto e Friuli –, vale tuttora: «Oggi tuttavia non si può soltanto piangere. È tempo di imparare qualcosa». Ma non lo abbiamo imparato in 58 anni. Le stragi del profitto sono proseguite senza sosta. Moby Prince, Viareggio, ThyssenKrupp, Rigopiano, Eternit, Ponte Morandi, Mottarone, Terra dei Fuochi sono solo alcune...

Per continuare a leggere,
crea un account gratuito

Registrati

Hai già un account? Accedi

Benvenuto su ilmanifesto.it

Uso di alcuni dati personali

I cookie sono piccoli file di testo che vengono memorizzati durante la visita del sito. Hanno diverse finalità:

Icona ingranaggi
Cookie tecnici

ilmanifesto.it usa solo cookie anonimi e necessari al buon funzionamento del sito. Non raccolgono dati personali e sono indispensabili per la navigazione o i nostri servizi.

Icona grafico
Cookie statistici

ilmanifesto.it non profila gli utenti per il remarketing o per scopi pubblicitari. Usiamo cookie statistici che servono per analizzare grandi gruppi di dati aggregati.

Icona binocolo
NON ospitiamo cookie pubblicitari o di profilazione.

Non vendiamo i tuoi dati e li proteggiamo. Potremmo però essere intermediari tecnici di alcuni contenuti incorporati da terze parti (ad es. video, podcast, post o tweet, pagamenti via Stripe). Consulta le privacy policy delle terze parti raccolte sul sito.

Se chiudi questo banner acconsenti ai cookie.