closefacebookgpluslinkedinmailphotosearchsharetwitterwhatsapp
Commenti

Da solidarietà a bene comune, il linguaggio della politica

Se non diamo a Norma Rangeri e ai suoi e nostri compagni la possibilità di ricomprarsi la testata subiremo una delle più gravi sconfitte della nostra storia.

Sappiamo ormai bene quale potenza sprigionino le parole nel creare il nostro immaginario quotidiano. Esse sono il nostro immaginario, dunque i mattoni con cui si costruisce l'edificio della politica. E le parole dominanti, potremmo ripetere con Marx, sono l'espressione delle classi dominanti.Veicolano messaggi in cui si condensano esortazioni e imperativi lanciati alle masse dai potentati economici, intere grammatiche suggerite al ceto politico per indirizzare le loro strategie nel governo degli stati. Pensiamo a una parola come mercati. Un tempo indicava i traffici commerciali, ora una potenza impersonale, un arbitro supremo e indiscutibile a cui tutti devono inchinarsi. «Come reagiranno i...

Per continuare a leggere,
crea un account gratuito

Registrati

Hai già un account? Accedi

Benvenuto su ilmanifesto.it

Uso di alcuni dati personali

I cookie sono piccoli file di testo che vengono memorizzati durante la visita del sito. Hanno diverse finalità:

Icona ingranaggi
Cookie tecnici

ilmanifesto.it usa solo cookie anonimi e necessari al buon funzionamento del sito. Non raccolgono dati personali e sono indispensabili per la navigazione o i nostri servizi.

Icona grafico
Cookie statistici

ilmanifesto.it non profila gli utenti per il remarketing o per scopi pubblicitari. Usiamo cookie statistici che servono per analizzare grandi gruppi di dati aggregati.

Icona binocolo
NON ospitiamo cookie pubblicitari o di profilazione.

Non vendiamo i tuoi dati e li proteggiamo. Potremmo però essere intermediari tecnici di alcuni contenuti incorporati da terze parti (ad es. video, podcast, post o tweet, pagamenti via Stripe). Consulta le privacy policy delle terze parti raccolte sul sito.

Se chiudi questo banner acconsenti ai cookie.