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Editoriale

Crisi ucraina, le democrazie che non vogliono la pace

Ucraina. Mentre le scene di guerra aumentano, il nano politico - con tutto il rispetto dei nani - dell’Unione europea si nasconde, quello dell’Italia è un vuoto assoluto che compra e assembla aerei da guerra e concede basi militari a danno del territorio

Scene di guerra in Ucraina

Le scene ormai sono quelle di una guerra. Una nuova guerra. Dire che il mondo guarda attonito e spaventato vorrebbe dire raccontare l’ennesima bugia. Perché l’Europa che politicamente non esiste e tantomeno ha una sua politica estera, partecipa volente o nolente alla strategia di allargamento della Nato a est. Che, a quanto pare, comincia a dare i suoi frutti. Avvelenati. Ma andiamo per ordine. Mercoledì e giovedì è scattata l’offensiva delle forze militari di Kiev contro le regioni orientali russofone insorte.

Dopo le prime dieci vittime, sembrava che il buon senso consigliasse alle truppe speciali ucraine di fermarsi. È forte il rischio che si ripeta la «Georgia 2008», quando dopo l’attacco dei militari georgiani su indicazione dell’ex premier filo-occidentale Shahakashvili contro l’insorta e filorussa Abbazia – un attacco anche allora istigato dalla Nato – intervenne in forze l’esercito russo. Fu una sconfitta militare per Shakashvili che, abbandonato alla fine dall’Alleanza atlantica, fu defenestrato poi a furor di popolo.

Ieri invece la controffensiva di Kiev – chissà che consigli sta dando il capo della Cia John Brennan che Obama ha annunciato come operativo nella capitale ucraina – è ripartita contro altre città dell’est, gli insorti stavolta hanno reagito facendo esplodere un elicottero a terra, perché l’attacco può arrivare anche dall’aria. Come finirà?
La Casa bianca ammonisce la Russia a «ritirare le truppe», che finora stanno ancora in Russia. Dovrebbe ritirarle dalla Russia? E John Kerry accusa: «Mosca destabilizza l’Ucraina» e difende il governo in carica ricordando, a suo dire, che «l’esecutivo legittimo vuole colpire i terroristi», mentre in un sussulto i portavoce di Kiev e di Washington ripetono all’unisono «basta proteste con i volti mascherati e persone armate, basta terrorismo».

Ma di quale legittimità parla? Giacché il governo di Kiev è stato approvato da piazza Majdan in rivolta, con protagonisti in tenuta paramilitare, anche armati e a migliaia con il volto mascherato.

Per quattro mesi gli allegri inviati dei giornaloni occidentali si sono appassionati ad indicarci gli «eroi» che vagavono in piazza, hanno esaltato l’odore di cavolo delle cucine da campo, hanno bevuto il tè offerto dai rivoltosi «belli». Per una rivolta, è bene ricordarlo, il cui contenuto remoto era la corruzione di un regime (comunque democraticamente eletto), ma sostanzialmente dai connotati esclusivamente nazionalisti ucraini, fortemente antirussa – la prova furono i primi provvedimenti contro la legalizzazione della lingua russa -, con una forte presenza organizzata dei miliziani della destra estrema fascista di Svoboda e ancor più di Pravj Sektor.

Questo clima, che meglio sarebbe definire pericoloso guazzabuglio, ruppe con la forza gli argini di un accordo internazionale definito tra Kerry e Lavrov a Monaco il 20 febbraio (con Yanukovich e lo stesso attuale «premier» Yatseniuk) e alla fine approvò – appena liberata l’«eroina Tymoshenko» in realtà oligarca e in galera per avere favorito la Russia nella trattativa sul gas – e instaurò la «legittimità» del nuovo governo e della nuova presidenza Turchynov, uno dei leader della rivolta «mascherata» di Euromajdan. Con oligarchi che passavano da una parte all’altra tranquillamente. E tutto il sostegno attivo degli Stati uniti e dell’Alleanza atlantica

Com’era possibile non immaginare che, a fronte di una «legittimità» che rappresenta nemmeno la metà dell’Ucraina spaccata a quel punto inesorabilmente almeno in due parti, le popolazioni russofile, russofone e russe a tutti gli effetti non facessero la loro di «rivolta di Majdan»? O esistono rivolte di piazze di serie A e quelle di serie B?

La Crimea, russa a tutti gli effetti, è andata per le spicce e si è autoproclamata indipendente chiedendo, subito bene accetta da Mosca, l’adesione alla Russia. La Crimea e tutta l’Ucraina sono la linea di difesa estrema e di sicurezza della Russia. Circondata da Occidente da tutti gli ex paesi del Patto di Varsavia inglobati ormai dentro l’Alleanza atlantica, con tanto di basi, sistemi di guerra, scudi spaziali. Mentre su piazza Majdan non solo il capo della Cia, ma repubblicani, Joe Biden e Kerry sono ormai di casa. Che ci stanno a fare a decine di migliaia di chilometri dagli Stati uniti? Chi destabilizza davvero gli interessi degli ucraini? Che dovrebbero essere democratici e finalmente federali, per una rappresentanza vera del secondo più grande Paese d’Europa, ma anche al di fuori di ogni alleanza militare precostruita.

E contro i vecchi e nuovi oligarchi e i diktat del Fondo monetario internazionale che ora torna in forze ma che durano da anni contro le classi subalterne ucraine. Mentre le scene di guerra aumentano, il nano politico – con tutto il rispetto dei nani – dell’Unione europea si nasconde, quello dell’Italia è un vuoto assoluto che compra e assembla aerei da guerra e concede basi militari a danno del territorio. Vive l’Europa la vergogna, dopo tante esperienze nefaste e di guerre «umanitarie» nei Balcani, di essere diventata soltanto una moneta che riduce in miseria i suoi popoli costituenti, e soltanto un’alleanza militare, la Nato a guida esclusiva degli Stati uniti. La chiamano democrazia occidentale. E odia la pace.

  • Piero Giombi

    Per la precisione, la Georgia nel 2008 aggredì con piena approvazione USA l’ Ossezia del Sud e non l’ Abkhazia (che si scrive così). Per il resto, l’ articolo e’ ottimo.

  • Antoinette

    Quali sono i criteri per stabilire la “bontà” di un articolo? Calare dall’alto risposte, mai argomentate, o porsi domande a partire dalle quali confrontarsi e elaborare risposte ?

    Ad esempio:

    – Siamo d’accordo o no sul fatto che dopo un lungo periodo di mondo bipolare, poi di un ventennio di mondo unipolare, stiamo oggi assistendo alla nascita di un mondo multipolare i cui poli non sono ancora definiti? E questo comunque in un mondo a capitalismo globalizzato,e per ora imperialismi rivali?
    – In questa logica geopolitica, è interesse (ovviamente “capitalistico” e “imperiale” dell’Europa) 1. Continuare ad affidarsi al campo americano? 2. Affidarsi
    alla Russia e ad un campo euroasistico promosso dalla Russia per non finire schiacciata tra campo occidentale e Cina?. 3. Costruire un autonomia politica e anche miltare della U.E? 4. Puntare sul disarmo di nazioni e “blocchi”, e un ONU riformata unico gendarma del mondo?
    – E in questo quadro internazionale, quale il ruolo storico della sinistra europea e mondiale?

    Aspetto sempre risposte……

  • Federico_79

    Come sempre, anche oggi é bellissimo questo articolo di Tommaso Di Francesco. Mi aiuta a mantenere la rotta e le idee chiare.

  • Fabio

    il nuovo ordine mondiale ha stabilito che gli USA fossero i portavoce e i “manutentori” della pace globale:niente di più falso ed architettato in modo convulso e cospiratorio. se avessimo un’europa (..ormai son stufo di dire PAESE) con le palle il giochetto sarebbe estremamente diverso:purtroppo una stampa-politica-economia ancora troppo incentrata e deviata su rotte americane (le rotte dei vincenti) sta per riscrivere interi libri di storia a proprio favore. libri di storia che intitolerei tutti come “IL SECONDO MEDIOEVO”: quello ragionato,devastante,organizzato ed estremamente pericoloso.

  • Antoinette

    Quale la tua (e di TdF) rotta?

  • Antoinette

    Onestamente non ho capito.

  • Guido Varaldo

    L’articolo è interessante e ben scritto, ma finisce per esprimere solo un punto di vista, quello nettamente filorusso.
    Nella ricostruzione dell’articolo mi sembra che manchi ogni riferimento alla volontà fortemente europeista di gran parte della popolazione dell’Ucraina (almeno di quella più occidentale). La rivolta di Majdan è scoppiata apertamente quando il governo precedente ha rinunciato all’accordo, subendo le gravi interferenze dei diktat di Putin.
    La Russia ha gravi responsabilità nell’escalation, anche se si parte da un dato di fatto circa la Crimea storicamente appartenente alla nazione russa e la forte presenza di popolazioni russe. Si poteva raggiungere lo scopo con politiche e tempi di azione differenti.
    Articolo interessante ma non obiettivo.

  • Federico_79

    Ma che ragionamento. Nessuno é amico di Putin, ma Di Francesco smaschera le tante ipocrisie dell’ opinione main-stream sempre filo-americana, ricordandoci che gli USA da che se ne ha memoria mettono in atto un imperialismo ecoonomico e militare che destabilizza e porta alla guerra, in Asia come in Europa come in America latina. La Russia sta agendo in modo del tutto legittimo e comprensibile mentre gli Stati Uniti e l’ Europa con loro sostengono alla cieca rivolte filonaziste potenzialmente pericolosissime. La rotta é quella della pace e dell’ autodeterminazione. La linea é quella di vedere chiaro nell’ imperialismo, ovunque esso si annidi, e in primo luogo negli USA.

  • Antoinette

    vedere chiaro nell’ imperialismo, ovunque esso si annid
    vedere chiaro nell’ imperialismo, ovunque esso si annidi, e in primo luogo negli USA.

    Caro Federico 79,

    1. Il tuo “da che se ne ha memoria” a cosa corrisponde? Per quel che io mi riccordo le guerre e gli imperialismi economici e militari esistevano ben prima della nascita degli Usa, e persino della “scoperta” dell’ “America”. E se negli ultimi 30 anni siamo vissuti in un mondo unipolare dominato dagli Usa , ciò non significa che oggi le cose non stiano cambiando o non siano in parte già cambiate..

    Ed infatti non pocchi (che di certo non hanno aspettato te per denunciare l’imperialismo americano) pensano che ci stiamo avviando verso un mondo multipolare, con oggi la rinascita di un imperialismo economico e militare russo, e un imperialismo cinese oggi solo economico che si sta rapidamente armando. Posizioni diverse da discutere. argomentando e non rimpiazzando la propaganda americana con quella russa

    2. “La Russia sta agendo in modo del tutto legittimo e comprensibile” ? E’ “legittimo” invadere e annettere un paese di cui la Russia si è impegnato con accordi internazionali a rispettare le frontiere? Non mi sembra. E prendere per buona l’argomentazione spesso portata avanti sul manifesto (visto che lo hanno fatto in precedenza gli americani perchè non lo dovrebbero fare i russi…) significa nei fatti accettare la guerra come modo di risoluzione dei conflitti. e comportarsi come bambini che si rinfacciano “ha comminciato lui per primo”….. Altro che “pace e autodeterminazione”!

    3. Altro argomento riccorente: la presenza di fascisti dalla parte dei pro-ucriana. A parte che questa presenza è molto esigua sul piano politico (vari sondaggi danno in caso di elezioni intorno al 2% alle formazioni di estrema destra) ci si dimentica di 2 cose: a). che Putin
    finanzia da anni in casa ed all’estero formazioni di estrema destra (e in assenza di osservatori internazionali disposti a sostenere la tragi-commedia del referendum in Crimea, i russi hanno arruolato come osservatori membri di gruppi di destra come il Front National francese!). b) che ancora in molti/e aspettiamo ancora chiarimenti sui rapporti del manifesto con Réseau Voltaire e Axis for Peace reti internazionali in cui sono presenti “compagni” del manifesto e personnaggi di estrema destra (in particolare Issa El Yaoubi -vive presidente della prima e presidente della seconda e dirigenete del partito social-nazionalista siriano….). Dubito che sia con loro che si combatterà il rinascente fascismo…..

    4.D’accordo sul “vedere chiaro nell’ imperialismo, ovunque esso si annidi”, ma tu continui a vedere solo l’imperialismo americano …..

    5. Il nemico è l’imperialismo o la sua fonte il capitalismo? E c’è oggi differenza tra campo americano e campo russo?

  • Federico_79

    1 e 4) non ho detto che l’ imperialismo é solo USA! Ho detto che gli USA sono imperialisti. Indocina, America latina… mai sentiti?
    Il mondo ha molti poli, e allora? Uno di questi sono gli USA, ed é bene criticarli.

    2) nessuno dice che i russi possono farlo perché lo fanno gli americani. Anzi, il punto é che gli americani stanno fomentando una rivolta neonazista ai confini con la russia, la quale fa bene a difendersi.

    3) come ho giá cercato, inutilmente, di spiegarti, non difendiamo Putin, ma attacchiamo i nazisti…

  • Antoinette

    Non mi hai risposto sui rapporti tra Putin e fascisti. più un po’ di “sinistra” che legge il mondo solo in termini di geopolitica e antimperialismo.

  • Federico_79

    Ma infatti il Manifesto ha sempre criticato Putin sull’ omofobia e sulla Cecenia, per esempio.
    In questo caso, peró, i nazisti stanno dalla parte americana. Sbagliamo a dirlo?
    … e buon 25 aprile …

  • Fabio Vento

    certo, certo con l’approvazione di Bush in persona, tu eri lì per testimoniarlo…
    ma quando la finirai con questo tuo vezzo di spararla grossa?

  • Antoinette

    Caro Federico 79,

    Che ci fossero e ci siano dei fascisti a Maijdan è inegabile (anche se il manifesto ha dimenticato di informarci sugli scontri degli ultimi giorni
    proprio a Maijdan tra fascisti che volevano “festeggiare” la milizia SS Ucrainae chi non lo ha permesso).
    Ma ecco, anche da parte russa esistono forti rapporti con organizzazioni fasciste, e non manca in Italia (e neanche al manifesto) un estrema sinistra che negli ultimi anni ha avuto rapporti stretti con gruppi fascisti e teorizzato un’alleanza “rossobruna”. Sbaglio a dirlo?

    Comunque il discorso è sempre lo stesso; gli Usa sono il diavolo e il nemico, e Putin “l’antimperialista” e l’alleato, e pazienza se ci sono le stesse ambiguità e merdate da una parte e dall’altra. Sia lato capitalismo, sia lato imperialismo.