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Così rinasce Taranto

Il rilancio. Risorse culturali, appuntamenti internazionali, progetti urbanistici innovativi

Il Waterfront Mar Grande

Il Waterfront Mar Grande

La città è come un organismo vivente che si espande in cerca di linfa vitale utile alla sopravvivenza delle comunità che vi si stabiliscono. In tal senso Taranto è un frutto del Mediterraneo che tenta di ricongiungersi alle proprie radici per rinascere e il ricongiungimento parte oggi dallo sviluppo sostenibile, dalla trasformazione urbanistica, sociale e culturale e dal rafforzamento di una nuova identità che superi la monocultura dell’acciaio. A livello comunale, provinciale, regionale e nazionale si sono intraprese, e si stanno intraprendendo, numerose azioni per supportare il rilancio di Taranto.

Le iniziative
Si pensi al Contratto Istituzionale di Sviluppo, alla Zona Economica Speciale, a Taranto Futuro Prossimo, al Decreto Cantiere Taranto (non ancora approvato in Consiglio dei Ministri) e al piano Ecosistema Taranto, una strategia di transizione economica, ecologica ed energetica, ideato dal Sindaco di Taranto Rinaldo Melucci. Eppure il vero impatto della pianificazione strategica della città sta, come osserva Melucci, nella «declinazione della volontà di autodeterminazione di un’intera comunità» ed è in questa autodeterminazione che si può inserire la parola «rinascita» per indicare il momento di fermento che questa città sta attualmente vivendo.

Cultura
Un fermento in special modo culturale. Come dichiara l’assessore alla cultura Fabiano Marti: «Taranto sta rinascendo e la rinascita non può che partire dalla sua storia, dalla cultura e dagli eventi. La storia perché, se si vuole costruire un futuro, bisogna prima riappropriarsi del proprio passato. La cultura perché, senza cultura, nessuna riconversione è possibile. Gli eventi perché Taranto ha bisogno di creare turismo e, di conseguenza, nuova economia». Simbolo di questo entusiasmo culturale è la riapertura, dopo circa 15 anni di inattività, del Teatro Comunale Fusco, una struttura che è diventata immediatamente il centro culturale di Taranto, con stagioni teatrali e musicali, presentazioni di libri, corsi teatrali gratuiti per i ragazzi, convegni, conferenze. Non possiamo citare tutti gli eventi organizzati ma è necessario notare come la città che ha dato i natali al compositore Giovanni Paisiello si sia arricchita di manifestazioni di musica classica e oggi ha anche un suo festival di musica lirica, il Taranto Opera Festival, che ha visto più di 1000 abbonamenti sottoscritti. Rimanendo sempre in ambito musicale c’è poi il Medimex, organizzato da Regione Puglia, Puglia Sound, Teatro Pubblico Pugliese e Comune di Taranto, che nel 2019 ha portato a Taranto, città storicamente slegata dal circuito dei grandi concerti, gli Editors, Liam Gallagher e Patti Smith, facendo registrare circa 20.000 presenze con arrivi in città che hanno superato le 80.000 unità. Oltre alla musica crescono anche gli eventi enogastronomici tra cui il Due Mari Wine Fest, evento giunto al suo terzo anno e ideato da tre giovani tarantini con l’intento di rafforzare e valorizzare l’immagine della città di Taranto non solo attraverso il contributo delle realtà vitivinicole pugliesi più prestigiose, ma anche di quelle culturali, arricchendo il festival con eventi collaterali artistici e cooking-show. Da annoverare tra le iniziative culturali realizzate dal Comune di Taranto, un festival di architettura, design e arte ideato dalla società d’ingegneria MAS – Modern Apulian Style, un laboratorio che riunisce vari professionisti e menti creative e che mira a produrre un ambiente favorevole alla circolazione di idee, competenze e conoscenze ma anche a far divenire Taranto sempre più un luogo da cui diffondere cultura e in cui sperimentare progetti pilota in ambito urbanistico.

Il quartiere della creatività

Tra le idee prodotte in tal senso vi sono la nascita di un quartiere della creatività nell’Isola Madre, sul modello del Design Destrict di Londra, e la progettazione di un asse viario per ricucire città e Porto ispirato alla Rambla di Barcellona. L’energia innescata da questa partnership pubblico-privata sta evolvendo nell’idea della realizzazione di una Biennale del Mediterraneo a Taranto per promuovere, a livello nazionale ed internazionale, lo studio, la ricerca e la documentazione nei campi dell’architettura, del design, dell’arte e del cinema legati al Mediterraneo. Sia la Biennale che i Giochi del Mediterraneo, questi ultimi già in programma per il 2026, se uniti agli altri eventi presenti sul territorio, avrebbero la capacità intrinseca di trasformare non solo l’economia di una città ma di incidere fortemente sulla qualità della vita dei suoi cittadini. Questo percorso di trasformazione può produrre dei segni di cambiamento evidenti in linea con una visione di futuro incentrata sulla diversificazione, in scala urbana, di una economia ripensata in funzione del turismo, della cultura e di realtà imprenditoriali innovative e sostenibili.

Waterfront Mar Grande
In quest’ottica si inseriscono i tanti progetti messi in campo dagli assessori Augusto Ressa e Ubaldo Occhinegro, rispettivamente all’urbanistica e ai lavori pubblici, che partendo dall’Isola Madre hanno curato la programmazione di importanti interventi di rigenerazione urbana di prossima cantierizzazione, come ad esempio il Waterfront Giardini sul Mar Piccolo e il recupero di importanti palazzi storici, uno su tutti Palazzo degli Uffici (rinominato Palazzo Archita), imponente struttura che in passato ha ospitato il Liceo frequentato dallo statista Aldo Moro. Vari sono i cantieri già avviati, tra questi la riqualificazione degli ex Baraccamenti Cattolica, precedentemente di proprietà della Marina Militare, dove sarà realizzato il Nuovo Parco delle Arti e Della Musica, e il restauro della Masseria Solito per la realizzazione del Museo degli Illustri Tarantini (MUDIT). «Negli ultimi due anni l’Amministrazione Comunale di Taranto – dice l’Assessore Occhinegro – ha preso provvedimenti concreti per affrontare strategicamente le vulnerabilità principali della città, a cominciare dalla dipendenza economica dallo stabilimento siderurgico. Per provocare la rinascita ambientale e socio-economica della città abbiamo previsto molte trasformazioni urbane ambiziose e abbiamo lavorato per aggiornare o completare gli strumenti di pianificazione necessari per la loro implementazione». Spiega l’Assessore Ressa: «L’Amministrazione sta ponendo particolare attenzione per dare concreta attuazione al Piano Urbano per la Mobilità Sostenibile (PUMS) attraverso la elaborazione del Progetto di fattibilità dei punti di attracco della Metropolitana del Mare. Inoltre, la Direzione Urbanistica ha avviato l’elaborazione di importanti Piani di Interventi di Recupero Territoriale (PIRT) all’interno dei territori costieri, sui quali Taranto punta per il rilancio turistico. Per la prima volta poi Taranto si doterà di un Piano del Colore che consentirà di armonizzare gli interventi di manutenzione e recupero del tessuto edilizio del Borgo, dell’Isola Madre e dell’area di Porta Napoli».

Quartiere Tamburi
Altro progetto molto importante da segnalare è il piano di riqualificazione del Quartiere Tamburi, il quartiere più a ridosso dello stabilimento siderurgico, dove l’ente civico ha già affidato la progettazione di una Foresta Urbana.
C’è inoltre da registrare come le istituzioni del territorio stiano lavorando in modo sinergico tra loro: c’è il MArTA, Museo Archeologico Nazionale, che con il Comune di Taranto ha firmato da poco un protocollo d’intesa incentrato sulla programmazione di iniziative culturali e turistiche finalizzate alla promozione e alla valorizzazione del territorio; la Marina Militare, che sta aprendo i suoi spazi alla città; il polo universitario con la sua offerta formativa sempre maggiore; l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio che già ha intrapreso un progetto di valorizzazione del Waterfront sul Mar Grande e realizzerà il primo Innovation hub italiano in ambito blue economy specializzato sui macro settori collegati all’economia del mare e alle attività portuali e logistiche.

I docks
Restando nell’area portuale, nei Docks di Porta Napoli si sono insediate realtà interessanti tra cui un laboratorio che punta al recupero delle tecniche lavorative della tradizione marinara e da poco anche Mercato Nuovo, un ex deposito di alimentari trasformato in un locale di musica dal vivo. Nella stessa area stanno inoltre prendendo vita spazi coworking e nuove start up, in particolare nell’ambito delle produzioni cinematografiche, e dovrebbe poi nascere un Cineporto, il quarto in Puglia dopo Bari, Lecce e Foggia, cuore logistico delle attività di Fondazione Apulia Film Commission. Rilevante è l’interesse sempre maggiore delle produzioni cinematografiche per Taranto, si pensi ai recenti film Six Underground del regista Michael Bay, produzione Netflix ad alto budget, e Il grande spirito di Sergio Rubini.
Esiste un’altra Taranto oltre l’Ilva, una città viva che progetta e realizza e che merita una nuova narrazione come esempio di città mediterranea resiliente.


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