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Europa

Corbyn sotto pressione ma la base sindacale lo difende

Labour. Anche 172 deputati e i «big» blairiani gli chiedono di dimettersi. Il brutale golpe interno continua e la Brexit appare sempre più una scusa, ma lui resiste e chiama la piazza

Con i due principali partiti senza un leader in servizio permanente effettivo - David Cameron che si è gettato sulla sua spada, Jeremy Corbyn con la pistola puntata alla tempia dai suoi stessi compagni di partito - la Gran Bretagna comincia un lungo e sofferto addio al bipolarismo, alla governabilità e alle gioie dell’uninominale secco. Per Corbyn, quella di ieri è stata una giornata di passione e d’indicibile pressione. Ma se nei Tories la spaccatura è vissuta a livello di protagonismo professionale e carrieristico (alla fine sono sempre tutti d’accordo nei loro presupposti) nel Labour la scissione è profondamente ideologica....

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