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Internazionale

«Contro il sistema l’hirak è multiforme»

2011-2021. Le primavere arabe. Anni dopo il 2011, altri paesi si sono sollevati con slogan e obiettivi simili. Tra loro l'Algeria. L’attivista algerina Cherifa Kheddar racconta la Rivoluzione del Sorriso al tempo della pandemia: «Il nostro impegno ora è la liberazione dei prigionieri politici e l’abrogazione delle leggi liberticide contro le associazioni, i partiti e la stampa»

Un muro di poliziotti durante le proteste ad Algeri, dicembre 2019

Un muro di poliziotti durante le proteste ad Algeri, dicembre 2019

La Rivoluzione del Sorriso, come è stata definita la rivolta algerina, è iniziata il 22 febbraio 2019. Non che le rivolte arabe del 2011 avessero lasciato gli algerini indifferenti, alcune manifestazioni erano state convocate ma la partecipazione era stata ostacolata non solo dalle ingenti forze di sicurezza messe in campo dal regime ma anche dai timori della popolazione, ancora traumatizzata dal decennio nero, che si potesse tornare ai massacri degli anni ’90. A scendere in campo nel 2019 per primi sono stati i giovani, quelli che non avevano conosciuto altri che il presidente Bouteflika, alla presidenza da vent’anni, che -...

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