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Visioni

Contemporanea o della dissoluzione di corpi e generi

Teatro. «Saison Sèche», il lavoro di Phia Ménard visto al Fabbricone fra i più attesi del festival toscano

Una scena da «Saison Sèche» di Phia Ménard

Una scena da «Saison Sèche» di Phia Ménard

C’è una linea che lega Saison Sèche, il lavoro di Phia Ménard visto al Fabbricone fra i più attesi di Contemporanea, a Titane di Julia Ducournau, controversa Palma d’oro all’ultimo festival Cannes: una femminilità arrabbiata e tribale. Allucinate e disturbanti entrambe, passando per Marina Abramovich, David Cronenberg, Hermann Nitsch. La dissoluzione dei generi e la mutazione del corpo. Estraniato da sé stesso. In questo giocare con le barriere e i limiti della carne, inseguendo immagini e modulazioni che afferiscono alla coreografia come all’antropologia, la francese Ménard come la connazionale Ducournau, mette una scena una vertigine sismica di seduzione e follia....

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