closefacebookgpluslinkedinmailphotosearchsharetwitterwhatsapp
Commenti

Con la morte della politica il crollo morale della società

«La Terra va diventando una fossa atroce per i deboli, i non aventi diritto. (…) Senza valore economico non vi è identità, né quindi riconoscimento, né quindi esenzione dal dominio e lo strazio esercitato dai forti sui deboli». Queste parole di Anna Maria Ortese (in «Corpo celeste») mi sono riecheggiate leggendo lo straordinario romanzo-documento di Jenny Erpenbeck, «Voci del verbo andare», Sellerio. Un professore di filologia classica, da poco in pensione, che vive nell’ex Berlino Est (è sempre vissuto lì e lì è rimasto anche dopo la caduta del Muro), solo (vedovo, abbandonato dall’amante), scopre «i migranti». Comincia a interessarsene, metodicamente,...

Per continuare a leggere,
crea un account gratuito

Registrati

Hai già un account? Accedi