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Cultura

Cittadelle della democrazia

Nelle stanze dei libri. La direttrice delle biblioteche e archivi della città di Pistoia racconta quei luoghi che l'ultimo Dpcm ha negato agli utenti, non considerando le misure di prevenzione dal contagio messe all'opera. Eppure, in mancanza della didattica in presenza, per molti giovani avrebbero potuto essere un presidio, anche in risposta al problema dell'accesso non paritario alle risorse tecnologiche

Il Dpcm entrato in vigore venerdì ha vietato l’accesso al pubblico nelle biblioteche, senza neppure nominarle esplicitamente: inserendole nel contenitore generico degli «altri istituti della cultura», le ha trattate come residui non identificati, al pari di spiccioli dimenticati in fondo a una borsa. Eppure le biblioteche non hanno nulla da invidiare a musei e mostre, sempre citati nelle infografiche, né sul fronte quantitativo né per l’impatto sociale e culturale sulle realtà territoriali. Ed è proprio l’assenza di focalizzazione sulla specificità delle biblioteche che può spiegare una chiusura disallineata rispetto alle altre misure di prevenzione, visto che da maggio in poi...

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