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Cultura

Chrystie Sherman, tracce di identità nella diaspora

FOTOGRAFIA. Incontro con l’artista statunitense intorno al progetto «Home in Another Place». Dal Medio Oriente all’ex Unione Sovietica e fino a Cuba alla ricerca delle ultime comunità ebraiche. Immagini che entrano nella quotidianità, nei vicoli dei villaggi sperduti, in attesa che si celebrino lo shabbat o un Bar Mitzvah

Chrystie Sherman, Pecoraio, Orguz, Azerbaijan, 2004 (courtesy of the artist)

Chrystie Sherman, Pecoraio, Orguz, Azerbaijan, 2004 (courtesy of the artist)

Come atolli in balia delle acque agitate dell’oceano, le sempre più rare comunità ebraiche sparse in luoghi diversi del mondo guardano ad un futuro quanto mai appesantito dall’incertezza. A chi affidare la memoria, la storia, la difesa stessa della continuità delle tradizioni religiose e culturali? «Potrebbero non esserne rimasti molti di questi ebrei, ma vogliono restare dove sono e continuare a preservare la loro comunità. Non gli piace che ci si riferisca a loro come a un futuro perduto», afferma la fotografa statunitense Chrystie Sherman che dall’inizio del nuovo millennio dedica loro il progetto Home in Another Place, cercando tenacemente...

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