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Cultura

Chris Kraus e la carezza dei carnefici. Una memoria tedesca da non condividere

L'intervista. Parla lo scrittore e regista cinematografico autore di «Figli della furia», pubblicato da Sem. Un romanzo in cui la cronaca familiare si trasforma in una sorta di genealogia del male. Indagando su suo nonno, l’autore scopre che fu prima un criminale di guerra nazista e poi, dopo il 1945, lavorò per l'intelligence di Adenauer e per gli americani. «Incoraggiati dal silenzio delle famiglie i più credono che i propri progenitori stessero con la resistenza. Una grottesca distorsione della realtà»

"Memory Banks" installazione di Mamma Andersson esposta al Contemporary Arts Center di Cincinnati

Per prima arriva la scoperta che una delle figure più importanti della propria infanzia non è chi si credeva fosse, bensì un criminale di guerra che non ha mai sentito la necessità di confessare le proprie colpe. Poi c’è l’incredulità del resto della famiglia di fronte a quella verità affiorata improvvisamente, il rifiuto a interrogarsi su quel lungo silenzio. Infine si fa strada la consapevolezza che l’itinerario del nonno dall’intelligence nazista e dalla Shoah all’arruolamento nel Bundesnachrichtendienst, i «servizi» della Germania democratica guidati dall’ex generale di Hitler Reinhard Gehlen sotto l’egida della Cia, riassuma a grandi linee quello dell’intero Paese,...

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