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Editoriale

Cercare, pensare, lottare e amare. Su due piedi

In movimento di settembre 2017. Anticipiamo l'editoriale del numero di settembre dedicato ai cammini. In edicola a 1 euro da giovedì 7. Il viaggiatore più veloce, suggeriva Thoreau, è chi va a piedi. Non per caso i bambini imparano a camminare ben prima che a parlare. Non è corsa, non è trekking, è «vedere con i sensi». Per i motivi più diversi. Dall’esplorazione «into the wild» al pellegrinaggio su antiche vie, fino alle marce di lotta che hanno cambiato la storia

In questo numero In movimento si mette in cammino, che non è trekking e neppure corsa. Qui si va a piedi, lentamente, a testa alta, che sia seguendo la via segnata di un pellegrinaggio cristiano o buddista, un sentiero in montagna o le antiche piste del Sahara.

Lungo percorsi affollati come piazze o tra gli spazi selvaggi dell’Appalachian Trail, oppure senza bussola ma guidati dalle «mappe interiori» raccontate da Franco Michieli.

Camminare è, come dice Reinhold Messner, un modo di «vedere con i sensi», di «entrare nella natura», che «non è un campo di ginnastica».

L’essere umano impara a camminare ben prima che a parlare. Certamente questo non era un esercizio troppo difficile per gli ominidi che in Campania 350 mila anni fa lasciarono le orme del sentiero più antico mai rinvenuto dai ricercatori scientifici.

Lo è per noi, però. Donne e uomini moderni che non sappiamo più quanto sia fecondo vagabondare senza obiettivi per «riequilibrare il fuori con il dentro» e diventare – secondo la filosofia di Henry David Thoreau – «il viaggiatore più veloce».

Eppure, «a dispetto delle apparenze, in Italia qualcosa si muove. E cammina», scrive Linda Cottino raccontando come di italiani siano pieni gli itinerari di mezzo mondo, più di altre nazionalità e in numero sempre maggiore negli ultimi anni.

Anche Werner Herzog amava camminare. O meglio, camminava per amore. Del cinema, della sua amica malata, dell’impegno fisico, del movimento.

Ma si cammina anche per lottare. Dalle grandi marce di liberazione di Gandhi, Martin Luther King e Mao fino alla recente protesta di centinaia di migliaia di cittadini turchi che si sono messi sulla strada da Ankara a Istanbul per ottenere ciò che manca nel paese di Erdogan: uno stato di diritto, giustizia e democrazia.

Andiamo avanti un passo dopo l’altro, lasciando che sia il terreno a dare la spinta, energica come la roccia o elastica come la terra umida sotto i nostri piedi, immersi in quell’equilibrio instabile che si chiama vita.

I numeri arretrati di in movimento si possono scaricare in pdf qui.

Oppure richiesti in forma cartacea a arretrati@redscoop.it

s20170907

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