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Internazionale

Cento morti e 4000 feriti, Muqtada Sadr chiede le dimissioni del governo

Iraq. Continua ad aggravarsi il bilancio della repressione delle proteste popolari contro corruzione e mancanza di servizi. L'influente religioso sciita Sadr si schiera con i manifestanti contro il premier Adel Abdul Mahdi

Nel quinto giorno di proteste popolari in Iraq si è toccata una vetta drammatica. Sono almeno 100 i morti e 4.000 i feriti della repressione ordinata dal governo di Adel Abdel Mahdi. Questo bilancio di sangue, che include alcuni poliziotti, è destinato a salire perché neppure il coprifuoco, revocato in parte, riesce a contenere le dimostrazioni per la corruzione diffusa, la mancanza di servizi essenziali come l’acqua e l’elettricità e contro la disoccupazione che ha toccato livelli altissimi. Più le forze di sicurezza usano il pugno di ferro e più si rafforza la determinazione di chi, evidentemente, non ha più...

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